E Mourinho sbarca anche su Google Maps

Probabilmente da quel 22 maggio 2010 anche i tifosi dell’Inter non avevano fatto altro che pensarci. E forse a José Mourinho non avrebbero dedicato solo una strada, ma un intero quartiere. Per adesso, però, lo Special One dovrà accontentarsi della via che porta il suo nome.

A Setubal è stata inaugurata dalla sindaca Maria das Dores Meira la Avenida José Mourinho: quasi un kilometro e mezzo di strada sul lungomare della cittadina che ha dato i natali al tecnico portoghese del Manchester United.

Significativa è stata la scelta della prima cittadina: quella via infatti il nome ce l’aveva già ed era Rua da Saude, ma la Meira ha deciso che i 22 trofei internazionali vinto da Mou erano sufficienti per ribattezzare quel tratto con il nome dell’allenatore. Quindi se dovreste trovare il suo nome tra i suggerimenti di Google Maps, non disinstallate l’App, non è impazzisca: se vi trovate nei pressi di Avenida Mourinho, significa che siete a Setubal!

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Mou fa la predica a Conte, ma il galateo non è roba sua

Un’esultanza poco british. E Mourinho si infuria. A a far perdere le staffe al tecnico del Manchester United è stata l’esplosione di gioia di Antonio Conte dopo il 4-0 rifilato dal suo Chelsea proprio ai Red Devils dello Special One. 


Un urlo liberatorio, carico di grinta. Nulla di nuovo per chi conosce Conte. Sia con la Juve, sia in Nazionale il tecnico salentino ci ha abituato a siparietti del genere. Non stiamo parlando di un gesto trascendentale: chi vince, giustamente, esulta. Di parere opposto è stato invece Josè Mourinho che al termine della gara si è avvicinato al suo avversario per ricordargli che esultare così dopo un risultato così rotondo è poco elegante.


Da quale pulpito viene la predica? Un pensiero che sarebbe stato quasi condivisibile, se non fosse stato elaborato dalla malvagia mente di Mou. Uno che con il galateo e le buone maniere non è mai andato andato troppo d’accordo. Basta infatti riavvolgere il nastro del tempo per ricordarsi che l’ex allenatore dell’Inter non è mai stato un santo sulle panchine d’Europa. Giusto per rinfrescare la memoria: Champions League 2003-2004, il Porto di Mourinho elimina il Manchester United a domicilio e il portoghese provoca la curva di Old Trafford andando ad esultare alla maniera dell’idolo locale, Wayne Rooney. E ancora, nell’anno del Triplete, come dimenticare il gesto delle manette rivolte alla terna arbitrale diretta da Tagliavento dopo le espulsioni di Cordoba e Samuel in una gara contro la Sampdoria. Per non parlare di quando, ai tempi del Real Madrid, infilò un dito nell’occhio di Tito Vilanova al termine di una Supercoppa di Spagna, stravinta dal Barcellona.


Insomma, se proprio qualcuno doveva fare la morale all’allenatore del Chelsea  sul perché e sul percome esultare, possiamo dire che Mou non è il più indicato. Il solito tentativo mediatico per difendere la squadra che vive un momento difficile? Forse, ma anche se Conte non avrà l’aplomb serafico di Ranieri, esultando non ha mancato di rispetto a nessuno. Alla fine della fiera, anche stavolta la vecchia volpe di Setubal ha predicato bene dopo aver razzolato male. Questione di stile.


Bisogna saper perdere, cantavano i The Rocks alla fine degli anni ’60. Un consiglio che ci sentiamo di dare al tecnico dello United, anche perché se i risultati sono questi non potrà far altrimenti.

di Daniele Polidoro

@PolidoroDaniele