Locatelli “senza equilibrio”: like contro Bonucci

La terza sconfitta stagionale del Milan con la Roma, arrivata per la prima volta in casa dopo i passi falsi commessi a con Lazio e Samp, fa pensare che,  oltre alle questioni tattiche, ci sia un problema all’interno dello spogliatoio rossonero. L’arrivo di Bonucci a Milanello ha sicuramente avuto un impatto mediatico molto forte, anche se il neocapitano del Milan non è riuscito ancora a “spostare gli equilibri” del campionato e, al contrario, è riuscito ad attirare su di sè critiche e sfottò che fanno proprio riferimento a questi benedetti equilibri. Nelle ultime settimane l’ex juventino ha continuato a metterci la faccia – almeno sui social – continuando a postare messaggi motivazionali a tutto l’ambiente. Tuttavia, le uscite di Bonucci su Facebook, Instagram e Twitter non sono piaciute a molti tifosi, milanisti e non, che hanno iniziato ad attaccarlo in diversi modi. Proprio da uno dei commenti ricevuti da Bonucci, si sono scatenate alcune voci su presunte spaccature all’interno dallo spogliatoio milanista.  

Tutto nasce da un like sospetto di Manuel Locatelli che su Instagram ha messo mi piace al commento di una tifosa che aveva scritto: “paroleparoleparole #poverino #stavibenedovestavi” con chiaro riferimento a Leonardo Bonucci vista l’immagine postata. Una notizia che ha fatto il giro dei forum rossoneri e che infiamma ancor di più una situazione non di certo tranquilla. Lo stesso Locatelli, noto nell’ambiente per aver il like facile (soprattutto su Instagram, ne avevamo parlato qui) ci ha tenuto a precisare che è stato tutto dovuto ad “un gesto assolutamente involontario ed è impensabile che sia stato intenzionale. Leo è il nostro capitano, la squadra è unita e continuerà a lavorare per migliorare.” Con queste parole, scritte dallo stesso centrocampista in calce a uno dei suoi ultimi post, il giocatore sembra dunque chiudere definitivamente la questione, anche se in ogni caso il Milan non passerà una sosta per le nazionali molto serena dopo i risultati delle ultime giornate di campionato. Tra due settimane c’è il derby, ennesimo banco di prova per una squadra che è riuscita a entusiasmare i suoi tifosi solo in estate e alla prima difficoltà si è sciolta come neve al sole. 


Servirà ricompattarsi per ritrovare il giusto clima è la concentrazione per una partita delicatissima come quella con i cugini nerazzurri. Una soluzione, intanto, la suggeriscono gli stessi tifosi sul web: “lasciate perdere i social”, scrivono. E se i risultati sono questi, forse, non hanno completamente torto.

Un bimbo tra i bambini: le marachelle di Donnarumma a “Chi ha incastrato Peter Pan”

Dopo aver passato l’estate ad allenarsi su fondamentale in cui era piuttosto carente (il dribbling ai giornalisti), Gigio Donnarumma è tornato a farsi intervistare in televisione. Tuttavia, la decisione di sottoporsi alle domande dei bambini del programma “Chi ha incastrato Peter Pan”, condotto da Paolo Bonolis non è stata la più azzeccata se il portiere del Milan pensava di evitare di raccontare la sua particolarissima estate.I bambini, si sa, sono sempre a caccia della verità, molto più di quanto facciano i giornalisti – quelli veri – e anche ieri sera è arrivata la conferma con un vero e proprio “interrogatorio” a Gigio che, non sempre, è riuscito a parare le bordate dei suoi intervistatori.

“Quanto guadagni?”, gli chiede quasi subito una bambina mettendolo in imbarazzo. Gigio risponde con timido sorriso, dicendo: “Sei”. La bambina lo incalza: “Sei euro?”.

Poi, ovviamente, non si può far a meno di parlare di mercato: “Perché non sei andato al Real Madrid?”, e ancora: “Andresti alla Juve?”. Forse Gigio non si aspettava di dover volare così tante volte da un palo all’altro: “Il Milan è la mia famiglia e ho un contratto di 4 anni”. Anche se non sembra convincere più di tanto i suoi piccoli intervistatori, che continuano: “Giocheresti per l’Inter?”. A questo punto, è lo stesso Bonolis che dopo averlo sfottuto da buon interista soccorre il “nemico” in difficoltà: “No, ma noi diamo solo 5 euro all’anno. Vuoi mettere lui che in 4 anni ne guadagna 24?”.

Ripresentatosi a San Siro non più da primo della classe, ma da ripetente, tanto da meritarsi gli scoppolotti di “zio Mirabelli”, Gigio dovrà riguadagnarsi la fiducia di molti tifosi con le sue parate e lo stesso dovrà fare con i suoi professori che lo aspettano ancora per affrontare quell’esame di maturità rinviato a causa dell’impegno con la Nazionale Under 21 e del tira e molla con il Milan per il rinnovo del contratto. E forse, viste le circostanze, Gigio non era ancora pronto per essere definito “maturo”.

La materia con cui ha più difficoltà, racconta Gigio, è il diritto, ma anche in matematica non sembra cavarsela benissimo: Bonolis gli detta un problemino da elementari riguardante dei pacchetti di figurine, ma Gigio gli chiede la calcolatrice. Insomma, meglio lasciarlo lì tra i pali a guadagnare i suoi sei euro. Chissà quante figurine potrà comprarsi…

Romagnoli e il mistero della sigaretta su Instagram

Non è la prima volta che un calciatore resta vittima di un momento di leggerezza sui social. E ieri sera a finire nella “trappola” della condivisione è stato Alessio Romagnoli. 

Il difensore del Milan, subito dopo la vittoria dei suoi nel ritorno del secondo turno preliminare di Europa League, ha postato tra le storie di Instagram un fotomontaggio in cui apparivano i suoi compagni di squadra in una scena dei “Simpson”. Fin qui nulla di strano. Tuttavia, a guadare bene l’immagine è evidente che la foto in questione altro non era che uno screenshot preso direttamente dalla galleria di immagini presente sul telefonino del calciatore. 

L’occhio però non ha potuto fare a meno di andare in basso dove c’erano gli ultimi scatti realizzati dallo smartphone di Romagnoli. Fra questi spicca una foto in cui appare il difensore rossonero con qualcosa di molto simile a una sigaretta tra le labbra. Un sospetto che sarebbe confermato dal fatto, che a distanza di pochi minuti il calciatore ha cancellato l’immagine dalle proprie storie di Instagram per postare la stessa foto, ma stavolta con uno sfondo nero. 


Il dubbio resta, anche perché l’immagine ingrandita è poco chiara: probabilmente, dopo l’arrivo di Bonucci che gli ha ridotto notevolmente le probabilità di vestire una maglia da titolare Romagnoli avrà provato a smaltire la tensione con una sigaretta…

Parte il campionato e si riaccendono le stelle

Non inizierà sotto il sole di Riccione l’86esima edizione del campionato di Serie A a girone unico, anche se il caldo sarà più o meno lo stesso visto che si inizia il 20 agosto. Nel bel mezzo delle vacanze, tra le granite e le granate, molti tifosi magari saranno costretti a dire ad amici e parenti: Subeme la radio, per non perdersi la prima uscita della propria squadra del cuore, magari impossibilitati – causa ferie – a vedere le partite in televisione. 

L‘estate è tornata anche quest’anno, ma rispetto alle ultime stagioni ha provocato qualche stravolgimento in più con un calciomercato che ha riservato qualche sorpresa e, come al solito, non ci si può risparmiare da un’analisi, anche solo sommaria, della griglia di partenza del nuovo campionato. Protagonisti indiscussi dell’estate pallonara sono stati Fassone e Mirabelli che, grazie alla liquidità della nuova proprietà, si sono scatenati come tori a Pamplona rivoluzionando completamente il Milan, squadra su cui saranno puntati gli occhi di tutti dopo una spesa che non si vedeva dall’inizio della presidenza Berlusconi.

A far Volare gli entusiasmi dei tifosi milanisti è stato l’acquisto del neocapitano Leonardo Bonucci che, dopo 7 anni di vittorie alla Juventus, ha salutato tutti per dire al Milan: “Voglio ballare con te“. Lasciatosi lo sgabello di Oporto e lo spogliatoio di Cardiff alle spalle, il difensore della Nazionale è stato accolto come una star a Casa Milan dove ad aspettarlo c’era un esercito del selfie di tifosi pronti a immortalare la sua firma con il proprio smartphone. 

Gli juventini, che non l’hanno presa benissimo, sperano che al Milan l’unica cosa che continui a ballare sia la difesa. L’euforia rossonera è invece giustificata: si è passati dalla possibilità di vedere Donnarumma in bianconero, al trattenerlo con tanto di ciliegina Bonucci. Non senza pagare, ovviamente: vedi Donnarumma. A proposito: saluta Antonio!

I campioni d’Italia però non si sono scomposti più di tanto, nonostante l’estate dopo Cardiff non sia stata memorabile. A Torino si sono detti che accade tutto per una ragione, è quella ragione magari è Allegri: la Juve ha scelto di sacrificare il suo top player per il suo top manager. Si sa che troppi top nel pollaio non possono stare. Per questo i bianconeri hanno salutato e ringraziato Leo, il pezzo di me andato via, e si sono tuffati nella nuova stagione. Al momento però l’avvio della Juventus è stato piuttosto Despacito, vista la sconfitta in Supercoppa con la Lazio e le parole non proprio al miele dette dagli ex della Vecchia Signora. Anche questo però non sembra un problema: d’altronde gli ex non parlano mai bene delle proprie storie passate. Tuttavia, siamo sicuri: la Juve resta la favorita per l’ottavo scudetto consecutivo e tornerà la corazzata degli ultimi sette anni. Pasito a pasito.

Gli altri non sono stati a guardare. Il Napoli sembra l’antagonista numero uno di Buffon e compagni, come visto nel preliminare di Champions con il Nizza. Pare infatti che Sarri, prima del match abbia detto ai suoi: “Bon Appétit”, tanto che Mertens e compagnia hanno sbranato la squadra di Snejider e Balotelli. No promises ai tifosi per l’Inter: Spalletti e gli acquisti viola di Borja Valero e Vecino non hanno fatto saltare sulla sdraio il popolo nerazzurro – anche a causa dello sfarzoso mercato dei cugini – ma c’è da dire che la rosa è competitiva e può puntare in alto grazie a un tecnico preparato e che, soprattutto, ha curato l’intera preparazione della squadra. Cosa che non era avvenuta l’anno passato con l’avvicendamento estivo tra Mancini e De Boer. Un pelino dietro vediamo la Roma: i giallorossi hanno perso Salah dal punto di vista tecnico, Totti da quello umano ed emotivo. Di Francesco è un allenatore che meritava di allenare una big e probabilmente era il più indicato a gestire una piazza come quella giallorossa, se non altro perché la conosce. Tuttavia c’è ancora tempo per giudicare. Siamo appena partiti adesso. Dall’altro lato del Tevere la Lazio si gode i suoi Happy Days dopo il trionfo sulla Juve: i biancocelesti continueranno a dar filo da torcere alle “solite”, merito di uno strepitoso Simone Inzaghi e di un Immobile in versione Zemanlandia.

E se gli arbitri dicono fidati ancora di me, la Serie A risponde con un vecchio tormentone: “Vorrei, ma non posso”. Ed ecco la Var il cui vero compito sarà quello di evitare i litigi tra gli amici di una vita, gli screzi tra padri e figli, le interminabili discussioni sui gruppi di WhatsApp. Saremo pronti? Forse solo per un po’. Quello di cui siamo sicuri è che siamo ancora qui ognuno ad aspettare la cosa più bella che ha: il pallone. Tu conmigo, yo contigo. 

Ed eccoci: riparte il campionato, si riaccendono le stelle!

Bonucci rossonero lancia il  tormentone: “Passiamo alle cose formali”, ecco com’è cambiata la musica a Casa Milan

Pamplona? Riccione? Mi fa volare o Despacito? Nessuno di questi. Il tormentone dell’estate milanista è “Passiamo alle cose formali”. Con buona pace di Rovazzi e Enrique Iglesias. È la frase di Marco Fassone il ritornello preferito dai tifosi rossoneri in questa incredibile sessione di calcio mercato. I dieci acquisti portati a termine in coppia con Mirabelli hanno fatto salire la temperatura, già elevata, a Casa Milan. L’arrivo di Leonardo Bonucci in rossonero ha fatto riscoprire ai tifosi milanisti delle emozioni che non si provavano da anni. Quelle del calciomercato. Parola quasi dimenticata nelle ultime stagioni della vecchia proprietà e quasi inutilizzata alla vigilia dell’interminabile closing. Ed ecco che per molti tifosi tornare ad aspettare sotto il sole cocente di luglio sembra il sogno di un pomeriggio di mezza estate. O la fine dell’incubo di un lustro decadente. Dipende dai punti di vista.

Sì, perché se il tormentone di questa ricca estate rossonera è il “passiamo alle cose formali” di Fassone, non si possono dimenticare gli epici tormentoni del suo storico predecessore: l’ex Ad, tornato da pochi mesi geometra, dottor Adriano Galliani. Sotto la sua regia se ne sono viste di tutti i colori e chissà quante sono rimaste segrete. Ritornelli che si sono infilati nelle orecchie dei milanisti per mesi e rilanciati di sessione in sessione.

A pochi minuti dall’approdo in rossonero di Bonucci sembra passata un’eternità, ma in realtà stiamo parlando di appena un anno fa. Come dimenticare tra i tormentoni del recente mercato milanista i vari “se non parte nessuno, non arriva nessuno” o “siamo a posto così”. Magari dopo aver acquistato gente del calibro di Constant, Taiwo o Vangioni. 

Una delle più belle storie in tal senso è quella legata ad Aly Cissokho. Estate 2009. Sembra tutto fatto per il passaggio del terzino del Porto a Milanello: 15 milioni l’offerta del club rossonero per il giocatore che arriva in città per sostenere le visite mediche prima di firmare. Una firma che non arrivò mai per un misterioso problema ai denti, riscontrato solo dallo staff medico. In realtà, dietro quella vicenda c’era stato un tentativo da parte del Milan di voler cambiare l’accordo con la squadra di Cissokho. Fatto sta che nessuno ha saputo più niente di quale fosse il problema del povero Cissokho: se una carie, un ascesso o un ponte saltato. 


Da lì in poi è stata un’escalation di imbarazzanti uscite da parte dell’ormai ex Ad. Forse anche nel tentativo disperato di salvare la baracca che gli stava sfuggendo dalle mani. Come farebbe un innamorato di fronte all’evidenza di una storia ormai finita. Ed ecco che l’arrivo con un jet privato per niente di meno che José Sosa e lo sgarbo al Cagliari per prendere Mati Fernández alla fine della scorsa estate sono stati solo gli ultimi sussulti di quello che per anni è stato considerato il Re del mercato. Arrivato a fine carriera come un condor spennato, senza più fame e voglia di volare.

E se fino ad aprile, ad una settimana dal closing, il tormentone era “i cinesi non esitono”, adesso le cose sono leggermente cambiate. D’altronde si sa ci sono tormentoni che durano di più, altri che durano di meno. E infatti già da un paio di settimane c’è un nuovo tormentone, “passiamo alle cose formali”, la frase che l’Ad Fassone pronuncia prima della firma di ogni nuovo acquisto. E c’è anche chi ovviamente si è fatto prendere la mano realizzandone improbabili remix diventati in poco tempo virali. Fatto sta che nel giro di pochi mesi, al Milan la musica è cambiata e “passiamo alle cose formali” resterà nella speciale hit parade rossonera ancora per un po’.

Baci di Giuda

È ufficiale, Donnarumma non rinnoverà il suo contratto con il Milan. Dopo l’incontro tra la dirigenza rossonera e l’agente del giocatore, Mino Raiola, la società ha comunicato che il portiere non vuole proseguire la carriera nel Milan. Anche Gigio ha scelto i soldi alla gloria. A distanza di un paio di settimane, ripensare che molti si meravigliavano dell’affetto dei romanisti nell’ultima gara in giallorosso del loro Capitano stupisce. Gigio ha fatto una scelta dopo baci, promesse da marinaio e anche qualche bugia (qualche giorno fa aveva fatto sapere di essere in cerca di casa a Milano). 

Non tutti se lo sarebbero aspettato. Non tanto per quei baci sulla maglia, no. Fa riflettere come un ragazzino che ha appena preso la patente sia riuscito a dire no a 4,5 milioni di euro all’anno a un club che lo ha fatto diventare quello che è oggi. Discorso romantico, vero, ma c’è comunque da sottolineare che a quelle cifre Donnarumma al Milan non avrebbe fatto la fame. Ecco perché i tifosi rossoneri non la manderanno giù: restare con la vecchia società e a cifre molto più basse sarebbe stato difficile e un’eventuale cessione sarebbe stata addirittura comprensibile. Adesso, con un Milan che è tornato a far mercato a giugno (non accadeva da anni) e con una società determinata a riportare il club nelle zone alte della classifica, la decisione di Gigio diventa inspiegabile. Non solo: ai soldi si sarebbe aggiunta la fascia da capitano e una carriera da leggenda rossonera. Non sarà così. Anzi, tradimenti del genere nel calcio pesano e possono segnare una carriera. Per informazioni, rivolgersi a Leonardo e Cassano. 

Atene, dieci anni dopo: il vecchio Milan celebra l’ultimo trionfo

Una rimpatriata per celebrare il trionfo di dieci anni fa. Il 23 maggio 2007 il Milan conquistava la settima Champions League della sua storia battendo il Liverpool nella finale di Atene e, oggi, i campioni di allora si sono ritrovati per celebrare quel successo che aveva fatto del Milan di Berlusconi il club più titolato al mondo.

Molte cose sono cambiate da allora, a partire dalla proprietà passata in mano ai cinesi. Banale sottolineare come anche la squadra non sia più quella di una volta: basti pensare ai festeggiamenti di domenica a San Siro non erano per un trofeo, ma per un agognato ritorno in Europa. Altri tempi. 

Eppure il Milan di oggi prova a tenere saldo il filo tra passato e presente: nel pomeriggio, a Casa Milan, Fassone ha simbolicamente consegnato la Champions di Atene a Massimo Ambrosini, uomo squadra di quella squadra incredibile. Non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello umano. Quella rosa vinse anche grazie a un grande gruppo che era riuscito a superare momenti difficilissimi in quella stagione, partita con lo scandalo calciopoli e conclusa sul tetto d’Europa dopo aver superato gli ostacoli di Bayern Monaco e Manchester United e sconfitto lo spauracchio Liverpool.

Un gruppo indissolubile, ancora oggi unito più che mai. Lo dimostrano le immagine viste sui canali social di alcuni di quei campioni. Da Maldini a Gattuso, passando per Oddo, Favalli e Seedorf. Fino ad arrivare a Kakà, l’eroe di quella Champions con le sue magie. I suoi ex compagni lo hanno videochiamato (visto che è in America, a Orlando) per fare due chiacchiere e rivivere quei momenti indimenticabili suscitando nei tifosi rossoneri non poca nostalgia. Come non capirli d’altronde, vederli dagli spalti, ma da dietro lo schermo di uno smartphone non dev’essere proprio la stessa cosa.

Milan, ritorno al passato con vista sul futuro

Il Milan cambia pelle. Inevitabile, vista la nuova era sotto la nuova guida di Yonghong Li. Un cambio che però non stravolge, anzi: si lega al passato. Dopo anni ricchi di tante ombre e poche luci, il Diavolo torna a vestirsi di rosso e nero. Come da tradizione.

Si torna a un rosso sgargiante, per lasciarsi alle spalle il nero delle ultime stagioni. La nuova maglia dei rossoneri, disegnata per il ventesimo anno da Adidas (con cui il Milan ha un contratto fino al 2023), farà il suo esordio domenica a San Siro in occasione dell’ultima gara casalinga della squadra di Montella. Gara decisiva per il ritorno in Europa dei rossoneri, dopo quattro anni. Un’eterntità per chi fino a qualche anno fa era abituato a dominare sui campi intercontinentali.

Se così fosse, il Milan non vorrà farsi trovare impreparato all’appuntamento:
il kit completo, anticipato da Footy Headlines, presenta, una maglia a strisce verticali uniformi rosse e nere, calzoncini e calzettoni bianchi. 

Aubameyang rossonero: il fratello si “tagga” a Casa Milan e i tifosi sognano

Nell’era dei social Instagram diventa una fonte a tutti gli effetti, anche per il calciomercato. Ormai ci siamo quasi: l’estate è dietro l’angolo e i tifosi già iniziano a pregustare quelli che saranno i colpi dei rispettivi club ed è proprio grazie Instagram che molti tifosi, nella fattispecie quelli rossoneri, hanno iniziato a sognare  Aubameyang.

L’attaccante del Borussia Dortmund ha trascorso qualche giorno di vacanza a Milano con la sua fidanzata e i suoi famigliari. In particolare il fratello del bomber gabonese ha fatto scatenare i sostenitori del diavolo con un tag in una  Storia di Instagram. Il difensore classe ’87 infatti ha scelto di geolocalizzarsi a Casa Milan, sede del club rossonero. In realtà né Willy né Pierre sono stati fisicamente lì ma molti hanno interpretato quel tag come un messaggio per la nuova dirigenza rossonera: due settimane fa infatti, il ds del Milan Mirabelli era stato a Monaco per visionare l’attaccante in occasione dei quarti di finale di Champions tra i monegaschi e il Borussia.

L’opzione Milan non sarebbe sgradita al giocatore, tutt’altro: nel 2008 il giocatore era nelle giovanili del club e a Varese, a due passi di Milanello, torna spesso durante l’anno anche perché vi ha lasciato molti amici. Insomma, gli indizi ci sono tutti. Sarà Aubameyang il primo acquisto di Yonghong Li?

Donnarumma all’Inter: l’ultima magia di Mino Raiola

Dopo la Juventus, l’Inter. Secondo le continue indiscrezioni di mercato, sembra sempre più difficile che Gigio Donnarumma continui a vestire la maglia del Milan. Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport di oggi, sembra che il procuratore del portiere rossonero, Mino Raiola, abbia offerto il giocatore all’Inter. Una notizia che ha fatto storcere il naso a moltissimi tifosi milanisti.

Eppure bisogna fare alcune considerazioni a mente fredda per capire se l’affare sia veramente possibile. Partiamo dal contratto di Donnarumma: il numero 99 milanista percepisce 160 mila euro all’anno e andrà in scadenza nel 2018. Come confermato nei giorni successivi al closing, la nuova proprietà ha posto il rinnovo del del portiere in cima all’elenco delle priorità del club per la prossima stagione. Attualmente, il suo valore di mercato si aggira intorno ai 20 milioni di euro ma considerata la giovane età e il rendimento di queste due stagioni, il prezzo di una sua eventuale cessione schizzerebbe intorno ai 50 milioni di euro. Una cifra folle per un portiere e che in Italia sembra accessibile solo a un club come la Juventus. Il perché è molto semplice: ad oggi, i bianconeri non avrebbero bisogno di ritoccare di molto la propria rosa se non con un qualche difensore di prospettiva che vada a ringiovanire un reparto arretrato leggermente in là con gli anni. L’unico ruolo su cui Agnelli potrebbe investire è proprio quello del portiere anche se Buffon ha intenzione di puntare al Mondiale e a quel punto bisognerebbe scegliere se relegare in panchina il capitano oppure il nuovo acquisto.

Per l’Inter acquistare Donnarumma sarebbe ancora più complicato, soprattutto se Zhang dovesse stanziare per il mercato lo stesso budget dello scorso anno. Per la sessione estiva 2016/17 i nerazzurri avevano messo a disposizione del club 100 milioni di euro: va da sé che lo sgarbo ai cugini rossoneri dimezzerebbe questo tesoretto. Difficile pensare che una squadra come l’Inter punti tutto sul portiere dopo l’ennesima stagione di transizione: se i nerazzurri vogliono tornare in Champions possono farlo anche con Handanovic, purché lo sloveno abbia davanti un undici competitivo.

Si spiega così che le voci sul futuro di Donnarumma non sono altro che l’ennesimo giochino di Mino Raiola. Il re dei procuratori sa come trarre profitto dai suoi assistiti meglio di chiunque altro e la pressione a mezzo stampa è uno dei trucchetti più efficaci per mettere pressione alla società che detiene il cartellino del suo calciatore. Dietro tutto questo c’è la volontà di Gigio di restare in rossonero, una volontà che però deve essere combinata a quella di guadagno del suo procuratore. I rossoneri avrebbero già pronto per il portiere un contratto da 3,5 milioni di euro a stagione con una clausola speciale per Raiola che potrebbe beneficiare di una percentuale sulla futura rivendita di Donnarumma, proprio come accaduto con il rinnovo di Pogba alla Juventus qualche anno fa. Insomma, almeno per adesso Donnarumma non dovrebbe muoversi da Milanello e Raiola dovrebbe restar tranquillo ancora per un po’ viste le cifre che percepirà con il rinnovo del giovanissimo talento del Milan.