Tutti per Florenzi: il calcio lo aspetta

100 giorni. La promessa di Alessandro Florenzi. Il giocatore della Roma e della Nazionale nella gara con il Sassuolo ha subito un brutto infortunio al legamento crociato del ginocchio che lo terrà lontano dai campi per un po’.

Lui però si è dato una scadenza: 100 giorni per tornare in campo. E tutti tifiamo per lui. Anche il mondo del calcio per una volta si è allontanato dalle polemiche e dai quotidiani battibecchi per dimostrare la propria solidarietà al “jolly” giallorosso.

Una pioggia di messaggi di incoraggiamento per Florenzi: dai suoi colleghi agli avversari di sempre, il numero 24 di Spalletti e da una sfilza di messaggi da parte dell’universo pallone.


Non poteva essere che uno dei primi a fare l’in bocca al lupo al compagno. Il Capitano della Roma, Francesco Totti, che scrive: “Ti aspettiamo più veloce di prima, Daje Ale”. Daniele De Rossi, invece, subito dopo la gara con i neroverdi ha aspettato in clinica fino alle 4 del mattino per conoscere gli esiti degli esami a cui si era sottoposto Florenzi.


Gli auguri di Salah, Nainggolan, Strootman e dell’AS Roma.



Anche Marchisio, il Milan, l’Inter, la Fiorentina e l’ex compagno Riise si stringono attorno al tuttofare romanista.


Bellissimo il messaggio dell’amico milanista Andrea Bertolacci, anche lui alle prese con un lungo infortunio: “continueremo a sfidarci alla play


Florenzi non può far altro che ringraziare. Ovviamente via social. Anche noi aspettiamo di vederlo al più presto in campo.

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La Uefa celebra Totti e lo veste da gladiatore

Leggenda vivente. L’ultima bandiera del calcio italiano. Questi e tanti altri sono gli appellativi per descrivere Francesco Totti, l’unica personalità che, nonostante tutto, non passa mai di moda. A Roma e non solo.

Non diciamo un’eresia affermando che Totti a Roma è l’equivalente di quello che è Maradona a Napoli. Una sorta di figura mitologica, attorno a cui ruota una devozione religiosa. Proprio per questo la Uefa ha deciso di celebrare le 100 presenze in Europa del capitano giallorosso in maniera particolare: sul profilo ufficiale del più importante organo calcistico europeo è stata pubblicata una rappresentazione del numero 10 nei panni di un guerriero all’interno di un anfiteatro. Poi le congratulazioni: “Bravo gladiatore!”.

L’ennesimo attestato di stima per una delle personalità più influenti non solo del nostro calcio, ma anche di tutto il panorama italiano. Anche il presidente Fifa, Gianni Infantino, ha riconosciuto il carisma di Totti, sia come uomo sia come calciatore:”Sarebbe un grande onore averlo con noi – ha detto Infantino alludendo ad un possibile ingresso del capitano dopo il ritiro – Totti può dare qualcosa in più al calcio europeo”.

Molto probabilmente non andrà così: Totti è il simbolo di una città, prima che di una squadra di calcio e quando arriverà il momento di appendere gli scarpini al chiodo non esiterà neanche un minuto qualora gli venisse offerto un ruolo dirigenziale nella Roma. Perché Totti è Roma e Roma è Totti. 

A Roma Totti è ovunque: nei bar, nelle strade, sulle maglie dei bambini, perfino sui muri o sulla pelle dei tifosi. Da Monti (il cui murales è stato profanato) a Porta Metronia, quartiere dove è nato, si respira Francesco. Un po’ come quando la brezza primaverile accarezza Trastevere, ma con un’eccezione: la stagione di Totti non passerà mai. Perché si sa le leggende sono immortali e godranno di gloria eterna. In questa vita e nell’altra

di Daniele Polidoro

@danielepo