Fekir, hai capito chi è il Papu Gomez?

Nel calcio, come in tutti gli sport, esiste il karma. Deve averlo imparato bene il capitano del Lione Nabil Fekir. La mezza punta francoalgerina si era presentato sfrontato e sicuro di sé, ai microfoni prima della sfida all’Atalanta di Gasperini. E quando un giornalista italiano gli ha chiesto del paragone con Gomez lui aveva avuto una reazione sorpresa e senza temere di essere impreparato: “Papu Gomez? Non so chi sia, personalmente non lo conosco. Se è bravo lo scoprirò domani”. 

Evidentemente, però, Fekir deve non dev’essere preparatissimo sui suoi avversari, come ad esempio il gol del Papu, segnato contro l’Everton nell’esordio in Europa League dell’Atalanta. La stessa partita che ha permesso giocatori del Lione di conoscere le qualità dei nerazzurri: “In effetti non sapevamo chi fosse l’Atalanta, ma guardando la partita con l’Everton abbiamo scoperto che è una buonissima squadra. Ma domani giochiamo in casa e vogliamo vincere”.

Dopo il pareggio della squadra di Gasperini, siglato proprio dal Papu Gomez al Parc Olympic Lyonnais, Fekir avrà imparato a non sottovalutare gli avversari europei. 

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Romagnoli e il mistero della sigaretta su Instagram

Non è la prima volta che un calciatore resta vittima di un momento di leggerezza sui social. E ieri sera a finire nella “trappola” della condivisione è stato Alessio Romagnoli. 

Il difensore del Milan, subito dopo la vittoria dei suoi nel ritorno del secondo turno preliminare di Europa League, ha postato tra le storie di Instagram un fotomontaggio in cui apparivano i suoi compagni di squadra in una scena dei “Simpson”. Fin qui nulla di strano. Tuttavia, a guadare bene l’immagine è evidente che la foto in questione altro non era che uno screenshot preso direttamente dalla galleria di immagini presente sul telefonino del calciatore. 

L’occhio però non ha potuto fare a meno di andare in basso dove c’erano gli ultimi scatti realizzati dallo smartphone di Romagnoli. Fra questi spicca una foto in cui appare il difensore rossonero con qualcosa di molto simile a una sigaretta tra le labbra. Un sospetto che sarebbe confermato dal fatto, che a distanza di pochi minuti il calciatore ha cancellato l’immagine dalle proprie storie di Instagram per postare la stessa foto, ma stavolta con uno sfondo nero. 


Il dubbio resta, anche perché l’immagine ingrandita è poco chiara: probabilmente, dopo l’arrivo di Bonucci che gli ha ridotto notevolmente le probabilità di vestire una maglia da titolare Romagnoli avrà provato a smaltire la tensione con una sigaretta…

Conti, biondo per l’Europa

Biondo per l’Europa. Andrea Conti ha festeggiato con un nuovo look il suo ottavo gol stagionale contro il Milan, quello che ha permesso all’Atalanta di tornare in Europa dopo 26 anni. Il cambio d’acconciatura è stato sfoggiato dal terzino nerazzurro nel del “Two Men Show”, l’evento di beneficienza dedicato all’associazione Gli Insuperabili e organizzato dal Papu Gomez e Andrea Peragna.

A Sky, Conti ha svelato il motivo del suo nuovo colore: “Perché biondo? Perché avevo promesso che se l’Atalanta fosse andata in Europa mi sarei tinto i capelli. L’hanno promesso anche gli altri, vediamo se mantengono la parola. Gli 8 gol? Una cosa impensabile, ma sono veramente tanto felice per quello che abbiamo fatto quest’anno. Avevo fatto 7 gol nell’ultimo anno di Primavera, ma 8 non ci avrei mai pensato, nemmeno nei Pulcini”.

La scommessa legata al colore dei capelli non è l’unica fatta da Conti quest’anno. Tutte vinte, in particolare quelle fatte con il suo procuratore, Mario Giuffredi: “Mi ha detto che a 5 gol mi avrebbe dato il suo orologio, al settimo la macchina. E così è stato. Futuro? E’ ancora presto per parlarne: mancano 2 partite e ho anche un Europeo Under 21 da giocare. Mi fa piacere che tante squadre mi cerchino, ma a Bergamo sto benissimo, mi sento in famiglia qui”.

Buffon veste con stile un altro bianconero: quello del Borussia Mönchengladbach

“Leggenda con stile”. Così il Borussia Mönchengladbach ha voluto ringraziare Gigi Buffon per la sua foto con la sciarpa del club tedesco.

Non tutti sanno infatti che il portiere della Juventus, oltre che per la vecchia signora, coltiva un altro amore a tinte bianco e nere. Una passione che nasce da lontano, precisamente da quando Gigi era bambino. Il motivo? Non riusciva a pronunciare il nome di quella squadra: “Mi ha sempre intrigato il Borussia, – spiega il numero uno della Nazionale- perché non riuscivo a dire bene Mönchengladbach. Oggi la mia pronuncia è migliorata ma temo che non sia ancora perfetta”.

Durante i gironi di Champions la Juve ha affrontato i tedeschi e dopo la gara terminata in parità Buffon ha regalato i suoi guanti ai tifosi del Borussia. Senza ricevere nulla in cambio. Un episodio che non è passato inosservato ai tifosi del Gladbach che non conoscevano la simpatia di Super Gigi nei confronti della loro squadra.

Per questo a fine novembre il club tedesco gli ha inviato una sciarpa con la scritta A GERMAN TEAM. Lo slogan in questione è nato su Twitter quando, lo stesso club decise di modificare così il nome del profilo social per ironizzare con gli scozzesi che non riuscivano a scrivere correttamente Borussia Mönchengladbach.


Pertanto migliore sponsor non poteva che essere proprio Buffon. Proprio su Twitter i tedeschi hanno pubblicato la foto del portiere con la loro sciarpa: “Sembra che hai sempre vestito il bianconero – scherzano – grazie per il tuo supporto al German Team”.

Chissà se i tifosi della Fiorentina, prossima avversaria del Borussia Mönchengladbach in Europa League ed eterni rivali della Juve, saranno felici di questa nuova pubblica amicizia.

Maglia al contrario per il Re delle rovesciate: Moussa Sow

Com’è bello fare gol a testa in giù. Non a caso il Fenerbahce ha scelto una maglia speciale per celebrare l’ennesimo gol in sforbiciata di Moussa Sow. La società turca per questo motivo ha deciso di personalizzare la sua divisa numero 17 con il nome capovolto. Continua a leggere “Maglia al contrario per il Re delle rovesciate: Moussa Sow”

Il black Friday dell’Inter: l’ironia di Twitter

Dopo la clamorosa sconfitta in casa dell’Hapoel Beer Sheva che ha visto l’Inter farsi rimontare dallo 0-2 al 3-2 si è scatenata l’Ironia dei social. L’eliminazione dall’Europa League in un girone più che abbordabile ha fatto più rumore del Triplete. Ecco perché il pareggio in extremis nel derby non ha risparmiato Pioli e i suoi da una valanga di cinguettii malvagi. Continua a leggere “Il black Friday dell’Inter: l’ironia di Twitter”

Tutti i look di Paul Pogba

Protagonista del match di Europa League realizzando una doppietta con il suo Manchester United contro il Fenerbahce, Paul Pogba finalmente è riuscito a dare i primi veri segnali da leader.

Mourinho lo ha fortemente voluto in estate pagandolo oltre 100 milioni di euro alla Juventus, ma finora non ha convinto.

Problemi di ambientamento? Improbabile, considerando che il francese è stato svezzato dalle giovanili dello United, pur crescendo in un altro contesto. Sicuramente la cifra da capogiro del cartellino ha pesato sull’andamento delle prime uscite del francese.

Più probabilmente, Pogba ha avuto altro per la testa. E ultimamente sulla sua testa  abbiamo visto proprio di tutto: dalla cresta bionda, al simbolo di Batman, passando per un ancor più stravangante “pelle di ghepardo”.

Di seguito, tutte le capigliature recenti dell’ex juventino in una simpatica vignetta che gira sul web.

La Uefa celebra Totti e lo veste da gladiatore

Leggenda vivente. L’ultima bandiera del calcio italiano. Questi e tanti altri sono gli appellativi per descrivere Francesco Totti, l’unica personalità che, nonostante tutto, non passa mai di moda. A Roma e non solo.

Non diciamo un’eresia affermando che Totti a Roma è l’equivalente di quello che è Maradona a Napoli. Una sorta di figura mitologica, attorno a cui ruota una devozione religiosa. Proprio per questo la Uefa ha deciso di celebrare le 100 presenze in Europa del capitano giallorosso in maniera particolare: sul profilo ufficiale del più importante organo calcistico europeo è stata pubblicata una rappresentazione del numero 10 nei panni di un guerriero all’interno di un anfiteatro. Poi le congratulazioni: “Bravo gladiatore!”.

L’ennesimo attestato di stima per una delle personalità più influenti non solo del nostro calcio, ma anche di tutto il panorama italiano. Anche il presidente Fifa, Gianni Infantino, ha riconosciuto il carisma di Totti, sia come uomo sia come calciatore:”Sarebbe un grande onore averlo con noi – ha detto Infantino alludendo ad un possibile ingresso del capitano dopo il ritiro – Totti può dare qualcosa in più al calcio europeo”.

Molto probabilmente non andrà così: Totti è il simbolo di una città, prima che di una squadra di calcio e quando arriverà il momento di appendere gli scarpini al chiodo non esiterà neanche un minuto qualora gli venisse offerto un ruolo dirigenziale nella Roma. Perché Totti è Roma e Roma è Totti. 

A Roma Totti è ovunque: nei bar, nelle strade, sulle maglie dei bambini, perfino sui muri o sulla pelle dei tifosi. Da Monti (il cui murales è stato profanato) a Porta Metronia, quartiere dove è nato, si respira Francesco. Un po’ come quando la brezza primaverile accarezza Trastevere, ma con un’eccezione: la stagione di Totti non passerà mai. Perché si sa le leggende sono immortali e godranno di gloria eterna. In questa vita e nell’altra

di Daniele Polidoro

@danielepo

Nagatomo: una moda che non passa mai

nagatomiForse qualcuno, guardando l’ennesima prestazione opaca dell’Inter in Europa League con il Southampton, se lo sarà chiesto: ma cosa diavolo ci fa ancora Yuto Nagatomo sulla fascia? La risposta, in realtà, è presto spiegata dalla foto.

In un San Siro semi deserto di un grigio pomeriggio d’ottobre, cinque uomini asiatici assistono ad una partita di calcio con la maglia nerazzurra di Nagatomo, terzino giapponese acquistato quasi più di cinque anni fa dal Cesena. Se avessimo scritto qualcosa del genere ai tempi del triplete, questa frase sarebbe stata considerata una barzelletta. Oggi è realtà. Non ce ne voglia il numero 55 dell’Inter, ma se proprio dovessimo dirla tutta sul perché Nagatomo sia ancora in campo non ce la faremmo a mentire.

La verità è che Nagatomo vende. E anche tanto. Non a caso la dirigenza interista lo scorso aprile ha deciso di prolungargli il contratto fino al 2019. Nagatomo fa tendenza, soprattutto in Asia e come tutte le mode verrà cavalcata finchè si potrà. Ancor di più perchè la nuova proprietà è venuta ad investire a Milano proprio dal lontano Oriente. Non a caso una buona parte degli introiti arrivano dall’acquisto delle magliette, soprattutto nel Sol Levante. Basti pensare che soltanto nel 2011 furono oltre 10 mila le maglie vendute con il numero 55.

Cari interisti, dunque, rassegnatevi. Finché sarà un brand dovrete sopportare ancora un po’ il caro vecchio Yuto Nagatomo, che fa pochi cross ma fa fare ancora un po’ di soldi.

di Daniele Polidoro

@danielepo