Cinque analogie tra la Juve di Allegri e l’Inter del Triplete

Ormai ci siamo. La stagione della Juventus entra nel vivo, l’obiettivo è ovviamente la Champions League: un sogno che a Torino cullano da 21 anni. Adesso, più che mai, il desiderio è a portata di mano: vincere la Coppa dalle grandi orecchie si può, per diversi motivi. È vero, il Barcellona è alle spalle e bisogna tener d’occhio il Monaco, rivelazione di questa stagione europea ma allo stesso tempo non si può dimenticare come la gara del Camp Nou abbia dato una maggiore consapevolezza – semmai ce ne fosse bisogno – all’ambiente. E diciamocelo, il giovanissimo Monaco può aspettare.

Ecco perché con la strada verso Cardiff che sembra spianata, con tre quarti di Scudetto cuciti sul petto e una finale di Coppa Italia da Giocare, la Juventus ha la possibilità di accarezzare un altro sogno, ancor più grande: il Triplete. Una parola magica che, fino a oggi, è stata utilizzata solo dai tifosi dell’Inter che adesso però temono seriamente di veder eguagliato il loro record del 2010.


E in effetti, a pensarci bene, le analogie tra questa Juventus e quell’Inter con il passare dei mesi sono sempre di più. A partire dal modulo: l’Inter di Mourinho è passata alla storia per il suo 4-2-3-1, un modulo che in questa stagione la Juventus ha imparato a far suo. Ed è qui che troviamo già la seconda similitudine: questo tipo di disposizione tattica, sia per Mourinho sia per Allegri, ha costretto i due allenatori a dover destrutturare le convinzioni di due prime punte come Eto’o e Mandzukic. Entrambi si sono ritrovati catapultati in fascia dopo anni da padroni dell’area di rigore, spesso sacrificando la loro stessa lucidità sotto porta per delle sfiancanti coperture da terzini. 


Non fu facile per Eto’o, stella proveniente da un Barcellona che pur non essendo ancora quello del tiki taka era pur sempre una squadra dedita allo spettacolo. Non è stato facile neanche per Mandzukic: l’arrivo di Higuain avrebbe potuto relegarlo in panchina per l’intera stagione e invece il croato per bravura sua, e di Allegri, ha saputo reinventarsi nelle vesti di un combattente esterno di peso. Tutto per il bene delle squadra. E poi si dice che gli attaccanti sono egoisti.

Il miglior attacco, diceva qualcuno, è la difesa: lo sa bene questa Juventus che è arrivata con merito alle semifinali della maggior competizione europea con solo 2 gol subiti nella fase a girone. Nonostante la simile struttura difensiva, l’Inter del Triplete arrivò a giocarsi l’accesso alla finale di Madrid con un passivo di 7 reti. Numeri che dimostrano come il reparto arretrato su cui può far affidamento Allegri ha già superato il quartetto composto da Maicon, Lucio, Samuel e Chivu. Stesso discorso vale per il campionato: 34 le reti subite dalla rocciosa difesa del Triplete nerazzurro, contro le 20 incassate da Buffon grazie al muro italo-brasiliano formato da Dani Alves, Chiellini, Bonucci e Alex Sandro.

Dopo il modulo, la punta sacrificata, la difesa invalicabile, la quarta analogia tra l’Inter di Mou e la Juve di Allegri è nel capitano. A Buffon, come a Zanetti 7 anni fa, manca solo la Champions per mettere la ciliegina a una carriera che pochi possono vantare. Con Totti, che però ha già abbandonato il sogno europeo da un po’, il capitano bianconero può essere, e lo sarebbe di sicuro per molto, l’ultima bandiera del calcio italiano a sollevare il trofeo più importante. Gli dèi del calcio premiarono Zanetti e chissà che non permettano a Buffon di ripercorrere la stessa cavalcata trionfale. Perché sarebbe giusto così.


Infine la scaramanzia o, se preferite, la legge dei corsi e ricorsi storici. L’analogia maxima, in tal senso, è rappresentata dalla doppia sfida con il Barcellona. Come se per vincere la Champions, bisognasse chiedere il permesso ai marziani catalani. Oggi, come allora, Messi e compagnia hanno abdicato. Oggi come allora la regina delle remuntade, dopo aver incassato tre reti in Italia, non è riuscita a ribaltare il discorso qualificazione. E volendo essere pignoli c’è da dire anche che questa Juventus è riuscita a far meglio dell’Inter del Triplete nel doppio confronto con il Barça. I nerazzurri infatti vinsero 3-1 a San Siro e persero 1-0 al Camp Nou soffrendo fino al novantesimo per il gol (regolare) annullato a Bojan per il presunto fallo di mano di Keita. 

L’augurio per la Juventus, sempre da un punto di vista scaramantico, è quello di incontrare l’Atletico Madrid in finale. Infatti, se a Cardiff dovesse esserci una finale tra la squadra di Zidane e la vecchia signora, per i bianconeri rivivrebbero la stessa storia di due anni fa con Barcellona, Monaco e Real Madrid (anche se in ordine diverso) nelle ultime tre sfide del torneo. E tutti sappiamo come era andata a finire.

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Champions, dalla Spagna criticano il sorteggio: “Rush non mescola”

Dopo i sorteggi di Champions, piovono critiche dalla Spagna sull’ultima “pescata” di oggi che ha stabilito gli accoppiamenti delle semifinali. A decidere le sorti delle quattro regine d’Europa è stato Ian Rush, ex attaccante della Juventus, che ha accoppiato le due spagnole rimaste (Real e Atletico) e i bianconeri con il Monaco.

L’accusa viene da Madrid ed è indirizzata proprio a Rush, ‘colpevole’ di non aver rimischiato le sfere del sorteggio dopo aver estratto il Real Madrid e andando a colpo sicuro a tirar fuori subito la sfidante, in questo caso l’Atletico Madrid.

Un caso che sta facendo discutere in Spagna: gli iberici forse avrebbero preferito la terza finale madridista? Oppure sono stanchi di questi derby fratricidi? Questo non è dato saperlo. Quel che è certo è che probabilmente la polemica non nasce dal desiderio di voler pescare la Juventus, soprattutto dopo aver visto quanto accaduto al Barcellona…

Qui il video integrale del sorteggio

Lo studio: la Juve ha le stesse probabilità del Real di vincere la Champions, Barça a parte

Difficile ma non impossibile. L’urna di Nyon non è stata benevola con la Juventus. Ai quarti di finale di Champions League i bianconeri sfideranno il Barcellona. Nonostante l’impegno sia di quelli difficili, uno studio americano sostiene che Higuain e i suoi possono farcela. Non solo, i campioni d’Italia avrebbero le stesse possibilità di alzare il trofeo che ha il Real Madrid, squadra dententrice del trofeo.Lo studio – Secondo l’analisi di Fivethirtyeigts.com, noto sito americano di statistica applicata alla politica e allo sport, la squadra di Massimiliano Allegri ha visto aumentare le probabilità di alzare il trofeo, grazie anche alle qualificazioni di Monaco e Leicester. Le previsioni sulla vittoria finale del torneo, sono state realizzate grazie al Soccer Power Index (SPI), un indice creato da ESPN che si affida a un sistema di classificazione internazionale in grado di fornire previsioni sul futuro. I valori dello studio effettuato non si basano solo sui classici gol fatti e subiti, ma anche sul “peso specifico” delle vittorie (esempio: una partita vinta 1-0 dalla Germania sul San Marino, avrà un minor speso specifico dello stesso risultato ottenuto dall’Andorra, sempre con il San Marino).

La Juve come il Real – Per il portale del giornalista e statistico Nate Silver, la Juve ha le stesse probabilità del Real Madrid di vincere la Coppa: il 13%. Davanti, due corazzate. il Barcellona, dopo il 6-1 al Paris Saint Germain, è la super favorita con il 32% di possibilità, seguita dal Bayern Monaco che ha il 25%.

Meno probabili le vittorie di Borussia Dortmund (8%), Atletico Madrid (5%), Monaco (3%).

Apparantemente spacciato il Leicester: le chance di vittoria dell’ex squadra di Claudio Ranieri sono meno dell’1%, le stesse che aveva un anno fa, prima di vincere la Premier League.

Le altre – Oltre alla sfida tra Buffon e compagni e i catalani, i quarti di Champions League vedranno le seguenti sfide: Atletico Madrid-Leicester, Borussia Dortmund-Monaco, Real Madrid-Bayern Monaco. Partite da tener d’occhio, soprattutto in caso di passaggio del turno della Juventus. Se i bianconeri dovessero riuscire nell’impresa di eliminare la squadra di Luis Enrique, potrebbero avere la strada in discesa verso la finale di Cardiff. Alle semifinali, infatti, l’unica vera corazzata sarebbe la vincente di Real Bayern.

Ecco la distrazione di Ronaldo prima del Napoli

“Un’ordinaria giornata in ufficio… con Ronaldo”. Scrive così la bellissima Anna Christina Schwartz commentando lo scatto su Instagram insieme al fuoriclasse portoghese del Real Madrid, atteso dall’andata degli ottavi di Champions mercoledì sera al Bernabeu con il Napoli.  Continua a leggere “Ecco la distrazione di Ronaldo prima del Napoli”

Calcio&Tatoo: la passione vive sulla pelle

Sciarpa, maglietta e bandiera a volte non bastano. Per gli ultras il calcio si vive sulla pelle. Letteralmente. Ecco perché sono sempre di più i tifosi di tutto il mondo che, superando la fobia dell’ago, decidono di tatuarsi per giurare amore eterno alla propria squadra del cuore.

Ne esistono di tutti i tipi e dimensioni. Piccoli, grandi, fatti bene o male: non importa. C’è chi decide di disegnare sul proprio corpo lo stemma del proprio club andando sul sicuro e chi, invece, “rischia” la figuraccia. Di esempi ce ne sono tantissimi e molti sono diventati virali. L’esempio più recente? Quello di questo tifoso, e come lui ce ne sono tantissimi, che ha deciso di tatuarsi la rovesciata di Higuain che ha sancito il record assoluto dei gol segnati in serie A. Un momento storico che meritava di essere impresso sulla pelle. Col senno di poi è facile dire che sarebbe stato sufficiente imprimere quel gol solo nella memoria, visto il drammatico passaggio alla Juventus del Pipita che è costato ai tifosi partenopei non pochi sberleffi sui social.

higuain-tatoA consolare questo tifoso è venuta in soccorso una nota azienda leader nel settore dei macchinari per la rimozione dei tatuaggi. La Syneron-Candela Italia nei giorni successivi al trasferimento in bianconero di Higuain aveva fatto sapere di essere disposta ad “eliminare quella delusione” gratuitamente al tifoso napoletano con un post pubblicato sul profilo facebook ufficiale.

cityUn’idea originale per farsi pubblicità. Almeno in Italia. Già perché lo scorso anno anno qualcosa di simile era capitata ad un tifoso del Manchester City che aveva sulla schiena una specie di gigantografia dello stemma dell’attuale squadra di Guardiola. Gli inglesi però proprio nella scorsa stagione ha deciso di effettuare un restyling del proprio logo del, rifacendosi ad un’immagine molto più simile a quella della fondazione del club. È stata la stessa società a contattare l’uomo offrendogli il pagamento per la rimozione del suo tatuaggio. Decisamente meno fortunato è stato un suo collega di curva che nel 2011, diversi mesi prima della finale di Wembley, si era tatuato city-2sul braccio sempre lo stemma del City con la scritta Manchester City – Champions League Winners. Una scelta azzardata che non portò fortuna: quella coppa andó al Barcellona, rischiando di finire addirittura nelle mani degli eterni rivali del Manchester United. Sarebbe stato davvero un terribile scherzo del destino.

Ci sono anche quelli che provano ad emulare i propri campioni copiandone nei dettagli tatuaggio e posizione dello stessi (vedi caviglia alla De Rossi); c’è invece chi il proprio idolo preferisce farselo disegnare addosso per portarlo sempre con sè (su tutti spiccano Totti e Maradona), e chi usa il tatoo per celebrare una vittoria storica o un’immagine simbolo magari legata ad un ricordo della prima volta allo stadio, come  potrebbe essere stata per il proprietario del tatuaggio in cui è rappresentato il celebre colpo di testa di Hateley su Collovati.

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E poi ci sono quelli comici. Un po’ per la mano sbadata di chi li ha realizzati, un po’ perché il fisico dei tatuati non si presta essattamente al ruolo di tela umana. Chissà se John Terry e Frank Lampard sanno di essere stati rappresentati sul pancione da birra di questo tifoso del Chelsea. chels

Se poi il calcio non è il vostro sport preferito, potete sempre decidere di dedicarvi alla pallacanestro…

 

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