Senza Mondiale non siamo noi

La storia dei Mondiali, come dice Federico Buffa, ha scandito i tempi della nostra vita e inevitabilmente scandirà la vita di quelli che verranno. Niente di più vero, almeno fino a lunedì. Forse è proprio per questo motivo che ci ritroviamo disorientati. Il tempo sembra essersi fermato al minuto 95’ di Italia-Svezia.

Una sensazione strana, inspiegabile. Un limbo che ci disorienta, perché non lo abbiamo mai vissuto. Per sessant’anni non ne abbiamo mai saltato uno: ogni quattro anni, l’estate era la Nazionale. I bagni al mare, le birre con gli amici, le poche ore di sonno a sventolare la bandiera o a piangere proprio per quella bandiera.

Quella bandiera che sentiamo nostra solo in quel mese dell’anno. Il mese in cui tutti ci sentiamo italiani. Ma anche tifosi, giornalisti, opinionisti, commentatori e, soprattutto, commissari tecnici. Ecco perché ci fa così effetto questa eliminazione. È come sapere che in futuro la nostra memoria avrà un buco di otto anni.

Per noi, che il calcio lo amiamo fin da ragazzini quando sulle spalle di papà entriamo per la prima volta allo stadio, è impensabile restar fuori. Noi, che non smettevamo mai di sbucciarci le ginocchia nella piazza sotto casa, noi che facevamo le porte con le felpe, noi che gridavamo “macchina”, noi che anche a trent’anni quando giochiamo a calcetto con gli amici esultiamo ancora come fanno i nostri campioni, noi che non smettiamo di criticare le scelte dell’allenatore, noi che allo stadio gli urliamo sempre “metti una punta!”, noi che abbiamo che in ogni partita conserviamo le posizioni e l’abbigliamento della volta in cui abbiamo visto vincere la nostra squadra, noi che non laviamo la maglia di Baggio dal ‘94, noi che litighiamo ancora per decidere chi sia più forte tra Totti e Del Piero, noi che non ce ne frega del calcio ma vediamo solo i Mondiali e gli Europei, noi delle notti magiche, noi dell’urlo di Tardelli, di Bruno Pizzul, di andiamo a Berlino, noi che abbiamo visto la testata di Zidane, noi che odiamo il golden goal, noi che abbiamo visto Toldo battere l’Olanda, noi che non abbiamo digerito il biscotto, noi eliminati da Ahn, noi che ci ricordiamo esattamente tutto quello che accadeva intorno a noi quando Fabio Grosso segnava l’ultimo rigore con la Francia, noi che non guardiamo le partite di qualificazione ai mondiali pensando che “tanto prima o poi ci qualificheremo”, noi che al prossimo mondiale saremo sposati, noi che al prossimo mondiale d’estate avremo dei figli, noi che lunedì sera piangevamo sugli spalti di San Siro le ultime lacrime da ventenni, trentenni, cinquantenni.

Noi che abbiamo vinto quattro volte. Noi, che adesso non ci saremo. Noi, che senza Mondiale non siamo più noi.

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Parte il campionato e si riaccendono le stelle

Non inizierà sotto il sole di Riccione l’86esima edizione del campionato di Serie A a girone unico, anche se il caldo sarà più o meno lo stesso visto che si inizia il 20 agosto. Nel bel mezzo delle vacanze, tra le granite e le granate, molti tifosi magari saranno costretti a dire ad amici e parenti: Subeme la radio, per non perdersi la prima uscita della propria squadra del cuore, magari impossibilitati – causa ferie – a vedere le partite in televisione. 

L‘estate è tornata anche quest’anno, ma rispetto alle ultime stagioni ha provocato qualche stravolgimento in più con un calciomercato che ha riservato qualche sorpresa e, come al solito, non ci si può risparmiare da un’analisi, anche solo sommaria, della griglia di partenza del nuovo campionato. Protagonisti indiscussi dell’estate pallonara sono stati Fassone e Mirabelli che, grazie alla liquidità della nuova proprietà, si sono scatenati come tori a Pamplona rivoluzionando completamente il Milan, squadra su cui saranno puntati gli occhi di tutti dopo una spesa che non si vedeva dall’inizio della presidenza Berlusconi.

A far Volare gli entusiasmi dei tifosi milanisti è stato l’acquisto del neocapitano Leonardo Bonucci che, dopo 7 anni di vittorie alla Juventus, ha salutato tutti per dire al Milan: “Voglio ballare con te“. Lasciatosi lo sgabello di Oporto e lo spogliatoio di Cardiff alle spalle, il difensore della Nazionale è stato accolto come una star a Casa Milan dove ad aspettarlo c’era un esercito del selfie di tifosi pronti a immortalare la sua firma con il proprio smartphone. 

Gli juventini, che non l’hanno presa benissimo, sperano che al Milan l’unica cosa che continui a ballare sia la difesa. L’euforia rossonera è invece giustificata: si è passati dalla possibilità di vedere Donnarumma in bianconero, al trattenerlo con tanto di ciliegina Bonucci. Non senza pagare, ovviamente: vedi Donnarumma. A proposito: saluta Antonio!

I campioni d’Italia però non si sono scomposti più di tanto, nonostante l’estate dopo Cardiff non sia stata memorabile. A Torino si sono detti che accade tutto per una ragione, è quella ragione magari è Allegri: la Juve ha scelto di sacrificare il suo top player per il suo top manager. Si sa che troppi top nel pollaio non possono stare. Per questo i bianconeri hanno salutato e ringraziato Leo, il pezzo di me andato via, e si sono tuffati nella nuova stagione. Al momento però l’avvio della Juventus è stato piuttosto Despacito, vista la sconfitta in Supercoppa con la Lazio e le parole non proprio al miele dette dagli ex della Vecchia Signora. Anche questo però non sembra un problema: d’altronde gli ex non parlano mai bene delle proprie storie passate. Tuttavia, siamo sicuri: la Juve resta la favorita per l’ottavo scudetto consecutivo e tornerà la corazzata degli ultimi sette anni. Pasito a pasito.

Gli altri non sono stati a guardare. Il Napoli sembra l’antagonista numero uno di Buffon e compagni, come visto nel preliminare di Champions con il Nizza. Pare infatti che Sarri, prima del match abbia detto ai suoi: “Bon Appétit”, tanto che Mertens e compagnia hanno sbranato la squadra di Snejider e Balotelli. No promises ai tifosi per l’Inter: Spalletti e gli acquisti viola di Borja Valero e Vecino non hanno fatto saltare sulla sdraio il popolo nerazzurro – anche a causa dello sfarzoso mercato dei cugini – ma c’è da dire che la rosa è competitiva e può puntare in alto grazie a un tecnico preparato e che, soprattutto, ha curato l’intera preparazione della squadra. Cosa che non era avvenuta l’anno passato con l’avvicendamento estivo tra Mancini e De Boer. Un pelino dietro vediamo la Roma: i giallorossi hanno perso Salah dal punto di vista tecnico, Totti da quello umano ed emotivo. Di Francesco è un allenatore che meritava di allenare una big e probabilmente era il più indicato a gestire una piazza come quella giallorossa, se non altro perché la conosce. Tuttavia c’è ancora tempo per giudicare. Siamo appena partiti adesso. Dall’altro lato del Tevere la Lazio si gode i suoi Happy Days dopo il trionfo sulla Juve: i biancocelesti continueranno a dar filo da torcere alle “solite”, merito di uno strepitoso Simone Inzaghi e di un Immobile in versione Zemanlandia.

E se gli arbitri dicono fidati ancora di me, la Serie A risponde con un vecchio tormentone: “Vorrei, ma non posso”. Ed ecco la Var il cui vero compito sarà quello di evitare i litigi tra gli amici di una vita, gli screzi tra padri e figli, le interminabili discussioni sui gruppi di WhatsApp. Saremo pronti? Forse solo per un po’. Quello di cui siamo sicuri è che siamo ancora qui ognuno ad aspettare la cosa più bella che ha: il pallone. Tu conmigo, yo contigo. 

Ed eccoci: riparte il campionato, si riaccendono le stelle!

Il tifo consiglia: “Calciatori, date l’1% ai terremotati”

È sicuramente la settimana delle Curve. Abbiamo già visto come non sempre (anzi) il tifo non sia sinonimo di scontri e violenza. Ne ha dato ulteriore prova la Curva del Napoli durante i quarti di Finale di Coppa Italia contro la Fiorentina. Continua a leggere “Il tifo consiglia: “Calciatori, date l’1% ai terremotati””

Quando i tifosi danno una lezione alla stampa colta

A volte anche i giornali hanno da imparare. Guai se non fosse così. Perché alle volte anche un po’ di quella genuina ignoranza che si trova sugli spalti di un campo da calcio può dare una lezione. Prendiamo Charlie Hebdo. Non è il caso di rimettersi a cavalcare l’onda polemica di questi giorni, dato che se ne sono dette di tutti i colori. Quello che però sarebbe bene analizzare è la differenza di stile tra una curva e un settimanale satirico. Continua a leggere “Quando i tifosi danno una lezione alla stampa colta”

Salta la “panchina” di Renzi: ora dirige Mattarella

Triplice fischio. Il governo Renzi finisce qui. Dopo la schiacciante vittoria del “No” nel Referendum Costituzionale, è saltata la panchina (o meglio, la poltrona) dell’ex sindaco di Firenze. Adesso, mentre tutti si chiedono cosa succederà, tocca a Sergio Mattarella scendere in campo.

Sarà il Presidente della Repubblica a decidere chi sostituirà, almeno momenteaneamente, il premier dimissionario. Una decisione difficile da gestire: ci troviamo all’inizio di una contesa. Servono lucidità, concentrazione e soprattutto tanta pazienza. Un po’ come fa un arbitro.

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Neymar-Vin Diesel: goleada al botteghino o flop come i predecessori?

Ciak, si tira. Battutacce a parte, oggi si parla di calcio e cinema. Infatti, come annunciato da lui stesso Neymar jr, star del Barcellona, parteciperà al prossimo film con Vin Diesel. Il brasiliano sarà protagonista del film Xxx: Return of Xander, terzo capitolo della Saga Xxx.

Nel trailer del sequel di State of the Reunion, vediamo il talento catalano esibirsi nel palleggio, alla sua maniera. Uno spettacolo che merita di essere sempre visto e rivisto. Un po’ come accade per le citazioni di Sorrentino sugli epici riscaldamenti di Maradona al San Paolo in una puntata della nuova serie da lui firmata, The young Pope.

Nella storia del cinema, abbiamo visto spesso volti noti del pallone sul grande schermo. Li ricordiamo in una breve carrellata, confermando di preferirli con un pallone tra i piedi più che dietro una cinepresa.

Molto spesso li abbiamo visti impegnati nelle classiche commedie all’italiana. È il caso di Ancelotti, De Chierico e De Sisti ne L’allenatore nel pallone con Lino Banfi, che a distanza di anni provò a replicare il successo del primo film inserendo molti più “calciattori” da Totti a Buffon, passando per Aquilani, Brocchi e di nuovo Ancelotti. Stavolta in veste di collega dell’allenatore Oronzo Canà.

Sempre seguendo filone possiamo citare il sogno di Diego Abatantuono nel film Eccezziunale veramente capitolo secondo…me, in cui l’attore sogna di essere l’allenatore di Shevchenko, Maldini, Dida, Costacurta e Gattuso.

Altri camei storici sono quelli di Franco Baresi e Diego Armando Maradona nel film Tifosi, in cui interpretano sè stessi. Anche qui il film si conclude con il Pibe che palleggia davanti ad una pizzeria di Napoli. 

Tornando all’estero, il bonomio calcio-cinema cresce di livello come ormai siamo purtroppo abituati a vedere quasi ogni giorno. 

Tra le pellicole più celebri non possiamo evitare di parlare di Fuga per la vittoria, in cui appaiono tutto insieme Pelè, Bobby Moore, Paul Van Himst, Kazimierz Deyna e Osvaldo Cesar Ardiles. 

Anche Eric Cantona, eccentrica stella del Manchester United non poteva esimersi dal prestare il suo bel faccione al grande schermo: lo vediamo ne Il mio amico Eric e in coppia con Kate Blanchette in Elizabeth.


Un altro mix di Campioni è stato fatto nel sequel di Goal. In  questo episodio compaiono David Beckham, Zinedine Zidane, Ronaldo e l’attaccante del Real Madrid Raul Gonzalez Blanco.


Sono solo alcuni esempi di quando il calcio incontra la pellicola: diciamo la verità, esperimento criminale. Non a caso i calciatori sono più presenti nei sequel, forse proprio per dar maggior ritorno pubblicitario si secondi episodi che, come noto, sono quasi sempre più brutti dell’originale.
di Daniele Polidoro

@PolidoroDaniele

Halloween-mania, ecco come festeggiano i calciatori

Non solo i bambini. Tutti ormai festeggiano Halloween e il mondo del calcio non è da meno. Club e calciatori in queste ore stanno celebrando la notte più macabra dell’anno. Certo, ognuno la vive a modo suo, ma è tantissimo il materiale in tema che ci arriva dai social network. Dall’Italia alla Germania, passando per Francia e Spagna. Senza ovviamente tralasciare la versione originale di questa ricorrenza: quella anglo-americana. La colonizzazione è compiuta: Halloween è ormai una festa sempre più popolare e con il passare degli anni diventa un vero must per le star del pallone che la celebrano. E non solo per far contenti i propri bambini.

Ad aprire le danze è stato stamattina Patrice Evra. Dopo averlo visto in versione Bob Marley alla vigilia di Milan-Juventus, il francese si è esibito in un balletto in stile Thriller di Micheal Jackson con tanto di maschera zombie, maglione rosso e salopette di jeans strappata. In realtà voleva essere la bambola assassina.

Evra non è mai banale. Infatti, il travestimento per Halloween era nell’aria già da qualche giorno, quando si era fatto riprendere vestito da panda.

Sempre per rimanere dalle parti di Torino, non poteva mancare il travestimento di Dani Alves. Il brasiliano, insieme alla sua bellissima compagna Joana, si fotografa con una maschera a forma di pipistrello ed una maglia a strisce verticali. Rigorosamente bianconera.


Non ci è scappato il post di Wanda Nara. La bella compagna e procuratrice di Mauro Icardi non ha voluto perdere tempo di agghindarsi per l’occasione, postando una sua foto ritoccata dove appare nei panni di una sexy infermiera. Niente di più azzeccato, visto che la partner dell’interista è ancora in ospedale dove lo scorso 27 ottobre ha dato alla luce Isabella, secondogenita del bomber nerazzurro. Agghiacciante, come direbbe Antonio Conte.


La bella Wanda, però, non è la sola tra le compagne dei calciatori (le cosiddette wags) a dedicare un post alla festa delle streghe. Anche Jessica Melena, compagna di Immobile, ha condiviso un video in cui appare con la figlia pronte per andare in giro per il classico “dolcetto o scherzetto?”. Entrambe mascherate da gatte. Nel frattempo papà Ciro, dopo l’ennesimo gol siglato al Sassuolo, si rilassa pescando con gli amici.


Anche Kevin Prince Boateng, dopo le fatiche con Las Palmas (rimonta con gol da 0-3 a 3-3 contro il Celta Vigo) preferisce riposare. Intanto Melissa Satta e il piccolo Maddox si sbizzarriscono con i trucchi…

A Milano, invece, l’ex compagno del Boa Ignazio Abate organizza una festa a tema a casa sua, con tanto di festoni arancioni e neri.


Che le cose vadano bene in casa Milan lo si capisce dal clima di festa che c’è. Effettivamente, pensare che i rossoneri fossero terzi al 31 ottobre non era proprio scontato. Ed ecco che la società ha tempo per preparare un simpatico video con delle zucche rossonere. Anche l’esterno spagnolo Suso condivide la sua Jack o’lantern. Il giovane Calabria, invece, opta per un fotomontaggio in stile scheletro.


Tra i diavoli rossoneri, l’unico a non festeggiare Halloween è Carlos Bacca. Non pensate male, peró. Il diverbio con Montella per la sostituzione con il Pescara non c’entra. Semplicemente il colombiano è molto religioso e preferisce trascorrere il giorno di riposo con la famiglia al Luna Park. Poi rimpatriata tra connazionali con lo juventino Cuadrado.



Festeggiano, eccome, gli inglesi. David Beckham ex stella del Manchester United e Real Madrid è scatenato su Instagram in cui appare prima con una maschera di un leone e poi con una da Yeti. A fargli compagnia è il difensore del Chelsea John Terry che inquadra un succulento banchetto di dolciumi. Più sobrio l’augurio del Tottenham che si limita a postare una zucca. 


Il portiere dell’Arsenal Ospina diventa Superman, forse un riferimento alla sua capacità di volare tra i pali. Anche a Liverpool la fantasia non manca: l’intera famiglia di Lucas Leiva sembra uscita da un film horror e anche l’ex interista Coutinho non scherza nei panni di Joker.

Restando in Inghilterra non potevamo evitare di sbirciare sul profilo dell’ex juventino Paul Pogba. Il costosissimo acquisto dello United appare con due facce. Prima quella cattivissima col solito fotoritocco, poi quella buona nella visita con i compagni a dei bambini di un ospedale. Bravo Paul.



Da un ex juventino, a uno juventino mancato. Dev’essere venuto un colpo ai tifosi bianconeri dopo aver visto la foto di Axel Witsel e non per il suo travestimento. La mancata operazione a fine calciomercato tra la Juve e lo Zenit che sembrava fatta è stata una vera e propria trattativa da “dolcetto o scherzetto?”


Witsel è così rimasto in Russia a far compagnia all’italiano Domenico ‘Mimmo’ Criscito. Probabilmente erano invitati alla stessa festa, vista la maschera dell’ex Genoa.


Dalla Spagna alla Germania, nessuno si dimentica che giorno è oggi. Cristiano Ronaldo non è da meno dei suoi colleghi e si fa fotografare con lo svincolato Miguel Paixao. Più romantico l’Halloween dell’altro madridista Sergio Ramos che preferisce godersi un film con la sua Pilar. Anche a Dortmund sono in vena di celebrare la notte più tremenda dell’anno: guardate Aubameyang e Norbert ‘Nobby’ Dickel…


In Francia, invece, non è stata una giornata serena per festeggiare. In particolare per Mathieu Valbuena e il Lione. Infatti, in mattinata sono iniziate a circolare su Twitter delle squallide voci che sostenevano che il centrocampista francese fosse morto. È dovuto intervenire lo stesso club per smentire la bufala. Poi, nel pomeriggio, lo stesso Valbuena ci scherza su con stile: “Di nuovo ad allenarmi, per tornare tra i terrestri”.

Tornando a maschere e travestimenti, non è un look da Halloween quello di Kostas Manolas. Il difensore della Roma infatti si è operato quest’oggi al setto nasale guadagnandosi, suo malgrado, un aspetto da film horror. In bocca al lupo!

Se siete arrivati fin qui, oltre a non avere niente da fare, significa che stavate aspettando lui. Mario Balotelli. L’attaccante che a suon di gol ha portato il Nizza in cima alla classifica della Ligue 1, fino ad ora (è bene precisarlo), sembra aver messo la testa a posto. Per l’ennesima volta. Sul suo profilo solo un video sulla costa di Nizza. A fare la Balotellata stavolta è il fratello Enock


Chiudiamo con un’immagine che ci ha fatto molto divertire. Abbiamo parlato di Cristiano Ronaldo prima ma non del suo eterno rivale Messi. L’argentino non ci ha fornito materiale per parlare del suo Halloween, ma ci ha pensato la rete con uno fotomontaggio geniale. Il numero 10 del Barcellona viene raffigurato senza una ciocca della sua nuova chioma bionda, finita tra i denti del ‘vampiro’ Suarez, in memoria del morso dell’uruguagio a Chiellini nel mondiale brasiliano. Chapeaux.


di Daniele Polidoro

@PolidoroDaniele

L’X Factor del calcio: le 10 canzoni più ascoltate dal pallone

Dallo spettacolo musicale a quello del calcio. Questa sera è iniziata la decima edizione di X Factor, uno dei programmi più seguiti in Italia: non a caso l’hashtag #XF10 è uno dei più popolari su Twitter. Cosa c’entra la musica con il calcio, direte voi. Invece c’entra, eccome.

Sono tantissime le canzoni legate al mondo del pallone che hanno segnato momenti di storia per tutti noi. Ricordi, immagini, storie e note. Ogni tifoso ha la sua personalissima hit che, anche se a distanza di anni, è ancora in grado di regalare emozioni.

Abbiamo provato a fare una selezione dei brani o dei momenti musicali che hanno colpito di più i tifosi di ogni squadra nel corso degli anni. Sono dieci, proprio in onore del numero delle edizioni di X Factor.

Notti magiche. Italia ’90. Una canzone che ancora oggi si torna a canticchiare quando la nostra Nazionale è impegnata in un Europeo o un Mondiale. Maradona al San Paolo, i gol di Totó Schillaci. La Nannini e Bennato. Un pezzo che ha segnato non solo la storia della nostra musica, ma quella di un Paese.

Amala. Uno degli inni più ritmati di sempre. Un regalo per tutti i tifosi dell’Inter. Anche il testo è dei più azzeccati, la Pazza Inter è la squadra che puó vincere e perdere con chiunque. Un esempio? Il più recente è la vittoria con la Juventus e le sconfitte di Europa League. È questa la Pazza Inter e i tifosi nerazzurri la conoscono molto bene. Una squadra da prendere o lasciare.

Atene 2007. L’ultima grande gioia europea del Milan. Dopo la rivincita sul Liverpool, i rossoneri festeggiano a San Siro. È lo show di Carletto Ancelotti che prende il microfono e inizia a cantare con tutto lo stadio. Un momento che i tifosi milanisti non dimenticheranno mai. L’attuale tecnico del Bayern l’X Factor sembra proprio averlo e non solo in panchina. Infatti, anche dopo i successi con Chelsea e Real ha preso il microfono per cantare. Nessuna interpretazione è stata significativa come questa.

Da sentire almeno una volta nella vita dal vivo. Brividi lungo la schiena per tutti. Non ce ne vogliano i tifosi della Lazio. Una dedica d’amore di Antonello Venditti alla sua città e alla sua squadra del cuore. È l’inno di Roma.

You’ll never walk alone. L’inno del Liverpool poi ripreso da tutti. Sono le più belle parole che un tifoso può dire alla sua squadra: “Non camminerai mai da sola”. Qui vale il discorso per la canzone precedente. Sentirla personalmente ad Anfield è una delle 10 cose da fare prima di morire. Almeno per un appassionato di calcio. Non a caso molte altre squadre in giro per il mondo la usano per caricare il proprio pubblico. L’originale è quella dei Reds.

Grosso. Materazzi e Zidane. Buffon e Cannavaro. Gli assist di Pirlo. Totti è Del Piero. Germania 2006: è il trionfo del calcio italiano nel mondo che vince col cuore un Mondiale incredibile, prendendo le forze dai suoi scandali. Lippi crea un manipolo di eroi che entra di diritto nell’Olimpo del calcio. Dal Duomo a Piazza del Plebiscito, dalla Mole al Circo Massimo, tutti cantano “popopopo”, al secolo Seven Nation Army. L’inno di Mameli 2.0.

Luci a San Siro. Uno struggente Vecchioni dipinge immagini e ricordi con con questa canzone che ha segnato intere generazioni. Fino a qualche tempo fa l’Inter la faceva partire prima di ogni partita. Poi, visto il clima deprimente di San Siro negli ultimi tempi, hanno deciso di proporre qualcosa di più allegro. Scherzi a parte: un capolavoro.

Avevamo pensato a “Un giorno all’improvviso”, ma volevamo regalare qualcosa di unico e speciale per i tifosi napoletani. Higuain o meno, Napoli sarà sempre Napoli: questa canzone e la partecipazione che crea è qualcosa di eccezionale. Come Maradona e San Gennaro. Si stat lu prim amor.

Un classico moderno. L’inno dello Juventus Stadium. Del record dei 102 punti. Gli scudetti di Conte, un campionato senza perdere, il gol di Muntari, fino ad Allegri e Higuain. La storia di un grande amore. Per la vecchia signora.

Una chicca. Checco Zalone porta fortuna alla Nazionale con un brano che è capace di diventare subito una hit. Checco aiuta l’Italia, l’Itali aiuta Checco. Entrambi raggiungono il successo. Siamo una squadra fortissimi è il simbolo di una bella Italia che sa ridere dei suoi errori, che sa creare di qualcosa di buono dalle proprie difficoltà. In quel magico 2006 sia Checco sia gli azzurri ci riuscirono. 

di Daniele Polidoro

@PolidoroDaniele

La sexy “avvocato” di Santon

Un avvocato speciale. E anche molto sexy. A difendere Davide Santon dopo il rigore che ha permesso all’Atalanta di battere l’Inter, ci ha pensato la compagna Chloe Sanderson. Su Instagram la bionda partner del giocatore nerazzurro ha voluto prendere le parti del difensore dedicandogli un post

Si è parlato spesso del rapporto tra le compagne/fidanzate dei calciatori e in quest’occasione la bella Chloe non poteva non essere citata: il suo Davide ha commesso un’ingenuità da dilettante nei minuti finale di Atalanta-Inter facendo perdere all’Inter un punto prezioso. E di questi tempi è tutto dire.


Infatti, se l’esperienza in Inghilterra con il Newcastle ha lasciato in dote al giocatore questa bella figliola, non si puó dire altrettanto per quanto riguarda la sua maturazione calcistica: Santon non è più il giovane ragazzino in grado di fermare gente del calibro di Cristiano Ronaldo ma ha subito un’involuzione che non solo gli ha fatto perdere la possibilità di diventare l’erede di Zanetti, ma anche un posto da titolare nell’Inter.


L’unica consolazione è che al ritorno dagli allenamenti, potrà consolarsi con la sua bella Chloe.