Senza Mondiale non siamo noi

La storia dei Mondiali, come dice Federico Buffa, ha scandito i tempi della nostra vita e inevitabilmente scandirà la vita di quelli che verranno. Niente di più vero, almeno fino a lunedì. Forse è proprio per questo motivo che ci ritroviamo disorientati. Il tempo sembra essersi fermato al minuto 95’ di Italia-Svezia.

Una sensazione strana, inspiegabile. Un limbo che ci disorienta, perché non lo abbiamo mai vissuto. Per sessant’anni non ne abbiamo mai saltato uno: ogni quattro anni, l’estate era la Nazionale. I bagni al mare, le birre con gli amici, le poche ore di sonno a sventolare la bandiera o a piangere proprio per quella bandiera.

Quella bandiera che sentiamo nostra solo in quel mese dell’anno. Il mese in cui tutti ci sentiamo italiani. Ma anche tifosi, giornalisti, opinionisti, commentatori e, soprattutto, commissari tecnici. Ecco perché ci fa così effetto questa eliminazione. È come sapere che in futuro la nostra memoria avrà un buco di otto anni.

Per noi, che il calcio lo amiamo fin da ragazzini quando sulle spalle di papà entriamo per la prima volta allo stadio, è impensabile restar fuori. Noi, che non smettevamo mai di sbucciarci le ginocchia nella piazza sotto casa, noi che facevamo le porte con le felpe, noi che gridavamo “macchina”, noi che anche a trent’anni quando giochiamo a calcetto con gli amici esultiamo ancora come fanno i nostri campioni, noi che non smettiamo di criticare le scelte dell’allenatore, noi che allo stadio gli urliamo sempre “metti una punta!”, noi che abbiamo che in ogni partita conserviamo le posizioni e l’abbigliamento della volta in cui abbiamo visto vincere la nostra squadra, noi che non laviamo la maglia di Baggio dal ‘94, noi che litighiamo ancora per decidere chi sia più forte tra Totti e Del Piero, noi che non ce ne frega del calcio ma vediamo solo i Mondiali e gli Europei, noi delle notti magiche, noi dell’urlo di Tardelli, di Bruno Pizzul, di andiamo a Berlino, noi che abbiamo visto la testata di Zidane, noi che odiamo il golden goal, noi che abbiamo visto Toldo battere l’Olanda, noi che non abbiamo digerito il biscotto, noi eliminati da Ahn, noi che ci ricordiamo esattamente tutto quello che accadeva intorno a noi quando Fabio Grosso segnava l’ultimo rigore con la Francia, noi che non guardiamo le partite di qualificazione ai mondiali pensando che “tanto prima o poi ci qualificheremo”, noi che al prossimo mondiale saremo sposati, noi che al prossimo mondiale d’estate avremo dei figli, noi che lunedì sera piangevamo sugli spalti di San Siro le ultime lacrime da ventenni, trentenni, cinquantenni.

Noi che abbiamo vinto quattro volte. Noi, che adesso non ci saremo. Noi, che senza Mondiale non siamo più noi.

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Parte il campionato e si riaccendono le stelle

Non inizierà sotto il sole di Riccione l’86esima edizione del campionato di Serie A a girone unico, anche se il caldo sarà più o meno lo stesso visto che si inizia il 20 agosto. Nel bel mezzo delle vacanze, tra le granite e le granate, molti tifosi magari saranno costretti a dire ad amici e parenti: Subeme la radio, per non perdersi la prima uscita della propria squadra del cuore, magari impossibilitati – causa ferie – a vedere le partite in televisione. 

L‘estate è tornata anche quest’anno, ma rispetto alle ultime stagioni ha provocato qualche stravolgimento in più con un calciomercato che ha riservato qualche sorpresa e, come al solito, non ci si può risparmiare da un’analisi, anche solo sommaria, della griglia di partenza del nuovo campionato. Protagonisti indiscussi dell’estate pallonara sono stati Fassone e Mirabelli che, grazie alla liquidità della nuova proprietà, si sono scatenati come tori a Pamplona rivoluzionando completamente il Milan, squadra su cui saranno puntati gli occhi di tutti dopo una spesa che non si vedeva dall’inizio della presidenza Berlusconi.

A far Volare gli entusiasmi dei tifosi milanisti è stato l’acquisto del neocapitano Leonardo Bonucci che, dopo 7 anni di vittorie alla Juventus, ha salutato tutti per dire al Milan: “Voglio ballare con te“. Lasciatosi lo sgabello di Oporto e lo spogliatoio di Cardiff alle spalle, il difensore della Nazionale è stato accolto come una star a Casa Milan dove ad aspettarlo c’era un esercito del selfie di tifosi pronti a immortalare la sua firma con il proprio smartphone. 

Gli juventini, che non l’hanno presa benissimo, sperano che al Milan l’unica cosa che continui a ballare sia la difesa. L’euforia rossonera è invece giustificata: si è passati dalla possibilità di vedere Donnarumma in bianconero, al trattenerlo con tanto di ciliegina Bonucci. Non senza pagare, ovviamente: vedi Donnarumma. A proposito: saluta Antonio!

I campioni d’Italia però non si sono scomposti più di tanto, nonostante l’estate dopo Cardiff non sia stata memorabile. A Torino si sono detti che accade tutto per una ragione, è quella ragione magari è Allegri: la Juve ha scelto di sacrificare il suo top player per il suo top manager. Si sa che troppi top nel pollaio non possono stare. Per questo i bianconeri hanno salutato e ringraziato Leo, il pezzo di me andato via, e si sono tuffati nella nuova stagione. Al momento però l’avvio della Juventus è stato piuttosto Despacito, vista la sconfitta in Supercoppa con la Lazio e le parole non proprio al miele dette dagli ex della Vecchia Signora. Anche questo però non sembra un problema: d’altronde gli ex non parlano mai bene delle proprie storie passate. Tuttavia, siamo sicuri: la Juve resta la favorita per l’ottavo scudetto consecutivo e tornerà la corazzata degli ultimi sette anni. Pasito a pasito.

Gli altri non sono stati a guardare. Il Napoli sembra l’antagonista numero uno di Buffon e compagni, come visto nel preliminare di Champions con il Nizza. Pare infatti che Sarri, prima del match abbia detto ai suoi: “Bon Appétit”, tanto che Mertens e compagnia hanno sbranato la squadra di Snejider e Balotelli. No promises ai tifosi per l’Inter: Spalletti e gli acquisti viola di Borja Valero e Vecino non hanno fatto saltare sulla sdraio il popolo nerazzurro – anche a causa dello sfarzoso mercato dei cugini – ma c’è da dire che la rosa è competitiva e può puntare in alto grazie a un tecnico preparato e che, soprattutto, ha curato l’intera preparazione della squadra. Cosa che non era avvenuta l’anno passato con l’avvicendamento estivo tra Mancini e De Boer. Un pelino dietro vediamo la Roma: i giallorossi hanno perso Salah dal punto di vista tecnico, Totti da quello umano ed emotivo. Di Francesco è un allenatore che meritava di allenare una big e probabilmente era il più indicato a gestire una piazza come quella giallorossa, se non altro perché la conosce. Tuttavia c’è ancora tempo per giudicare. Siamo appena partiti adesso. Dall’altro lato del Tevere la Lazio si gode i suoi Happy Days dopo il trionfo sulla Juve: i biancocelesti continueranno a dar filo da torcere alle “solite”, merito di uno strepitoso Simone Inzaghi e di un Immobile in versione Zemanlandia.

E se gli arbitri dicono fidati ancora di me, la Serie A risponde con un vecchio tormentone: “Vorrei, ma non posso”. Ed ecco la Var il cui vero compito sarà quello di evitare i litigi tra gli amici di una vita, gli screzi tra padri e figli, le interminabili discussioni sui gruppi di WhatsApp. Saremo pronti? Forse solo per un po’. Quello di cui siamo sicuri è che siamo ancora qui ognuno ad aspettare la cosa più bella che ha: il pallone. Tu conmigo, yo contigo. 

Ed eccoci: riparte il campionato, si riaccendono le stelle!

Lo “Juventus’Karma” di Gabbani: “Chiellini, quando segni fai il mio balletto”

“In famiglia sono praticamente tutti juventini e quando ero bambino guardavamo insieme le partite”. Francesco Gabbani, vincitore del Festival di Sanremo con la sua “Occidentali’s Karma”, ha raccontato a Tuttosport la sua fede bianconera. Il cantante è stato invitato dalla sua squadra del cuore per assistere alla semifinale di andata di Coppa Italia: “Sono contento che mi abbiano invitato allo Stadium per la gara col Napoli. E, soprattutto, sono contento di aver incontrato e conosciuto Buffon”. Continua a leggere “Lo “Juventus’Karma” di Gabbani: “Chiellini, quando segni fai il mio balletto””

Baci e abbracci

Non è passato inosservata l’immagine di Gigi Buffon che, al termine di Juventus-Lazio di ieri, abbraccia l’arbitro Tagliavento.

Ai social non è sfuggito il gesto caloroso del capitano bianconero e, ovviamente, si è scatenato il putiferio. L’hashtag #Tagliaventus è entrato subito tra i trend topic di Twitter, senza contare i migliaia di commenti che gridavano al “gombloddo” di contiana memoria. D’altronde se basta così poco per far insorgere il web, un motivo dev’esserci. Continua a leggere “Baci e abbracci”

Bacca, ma che fai? In ciabatte alla premiazione

Non è stata di certo la Finale di Carlos Bacca. L’attaccante del Milan, nonostante la vittoria dei suoi, non ha brillato nella finale di Supercoppa Italiana contro la Juventus. Anzi.  Continua a leggere “Bacca, ma che fai? In ciabatte alla premiazione”

Buffon rivela: “A 13 anni mi misero una pasticca in bocca ma ho scelto di salvarmi. Un mio amico è morto di overdose”

Il calcio e la droga, due mondi che non dovrebbero avere niente a che fare. Eppure, spesso abbiamo sentito spesso notizie di calciatori che facevano uso, o addirittura abuso, di stupefacenti. Continua a leggere “Buffon rivela: “A 13 anni mi misero una pasticca in bocca ma ho scelto di salvarmi. Un mio amico è morto di overdose””

Il mistero dei baffi di Gigi Buffon

Non sono passati inosservati i baffi di Gigi Buffon. Il portiere della Juve domenica nel derby con il Toro si è presentato in campo con dei baffi “alla siciliana”, come li ha definiti la sua compagna, la giornalista Ilaria D’Amico. Continua a leggere “Il mistero dei baffi di Gigi Buffon”

Ilaria contro Ilary, allo Juventus Stadium va in scena il derby tra le first ladies

Nell’anno della batosta per la Hillary più famosa al mondo, almeno una first lady uscirà vincitrice dallo scontro finale prima di Natale. Se sarà Ilaria o Ilary, però, almeno per questa volta, lo decideranno i rispettivi partner. A meno di un pareggio naturalmente.

Già, perchè quello che va in scena sabato sera a Torino s’annuncia come l’ultimo degli ormai leggendari scontri al vertice tra Juventus e Roma (con una neanche troppo leggera prevalenza calcistica per i primi, sia detto per inciso dall’imparzialissimo taccuino del cronista). Loro, Gigi Buffon e Francesco Totti, di partite infuocate ne hanno viste tante, da avversari in campo (quasi) sempre nella stessa squadra come l’uno a fianco all’altro nella Nazionale. E a dieci anni dal trionfo mondiale di Berlino, i simboli di Roma e Juve sono ancora loro.

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Buffon veste con stile un altro bianconero: quello del Borussia Mönchengladbach

“Leggenda con stile”. Così il Borussia Mönchengladbach ha voluto ringraziare Gigi Buffon per la sua foto con la sciarpa del club tedesco.

Non tutti sanno infatti che il portiere della Juventus, oltre che per la vecchia signora, coltiva un altro amore a tinte bianco e nere. Una passione che nasce da lontano, precisamente da quando Gigi era bambino. Il motivo? Non riusciva a pronunciare il nome di quella squadra: “Mi ha sempre intrigato il Borussia, – spiega il numero uno della Nazionale- perché non riuscivo a dire bene Mönchengladbach. Oggi la mia pronuncia è migliorata ma temo che non sia ancora perfetta”.

Durante i gironi di Champions la Juve ha affrontato i tedeschi e dopo la gara terminata in parità Buffon ha regalato i suoi guanti ai tifosi del Borussia. Senza ricevere nulla in cambio. Un episodio che non è passato inosservato ai tifosi del Gladbach che non conoscevano la simpatia di Super Gigi nei confronti della loro squadra.

Per questo a fine novembre il club tedesco gli ha inviato una sciarpa con la scritta A GERMAN TEAM. Lo slogan in questione è nato su Twitter quando, lo stesso club decise di modificare così il nome del profilo social per ironizzare con gli scozzesi che non riuscivano a scrivere correttamente Borussia Mönchengladbach.


Pertanto migliore sponsor non poteva che essere proprio Buffon. Proprio su Twitter i tedeschi hanno pubblicato la foto del portiere con la loro sciarpa: “Sembra che hai sempre vestito il bianconero – scherzano – grazie per il tuo supporto al German Team”.

Chissà se i tifosi della Fiorentina, prossima avversaria del Borussia Mönchengladbach in Europa League ed eterni rivali della Juve, saranno felici di questa nuova pubblica amicizia.