Spagna, arbitro impedisce al Lleida di indossare la maglia con i colori catalani

“Quella maglia non la potete usare”. I dirigenti del Lleida si saranno sentiti dire più o meno queste parole prima dell’incontro con il Saguntino, nella Segunda Divisiòn B spagnola. A pronunciarle, l’arbitro Pedro Campoy Candela: a pochi minuti dal fischio d’inizio dell’incontro, il direttore di gara ha impedito ai giocatori della squadra catalana di indossare la maglia ispirata alla Senyera, la bandiera della Corona d’Aragona utilizzata anche in Catalogna e nella comunità valenciana. Il club ha accusato direttamente la Federazione per questo particolare divieto: secondo alcune fonti del club catalano, infatti, la stessa federcalcio spagnola aveva dato l’ok al club per indossare la maglia “cuatribarrada” (con le quattro strisce rosse e gialle), nonostante questa non fosse presente tra le maglie di gara presentate ufficialmente. Per questo il club aveva incaricato l’azienda Joma di realizzare questa particolare divisa.

È stato lo stesso Lleida a comunicare la decisione con un comunicato pubblicato sul proprio sito ufficiale: “La terna arbitrale ci ha comunicato il divieto di giocare con la Senyera, nonostante la Federazione e l’Atletico Saguntino fossero a conoscenza del fatto che oggi avremmo giocato con la quella maglia, e che se non avessimo rispettato la decisione la partita non si sarebbe disputata. Ci hanno imposto di giocare in blu”.

Il club, lo scorso 20 settembre, aveva preso una posizione molto chiara rispetto agli arresti effettuati dalla Guardia Civil nei confronti degli esponenti del referendum del primo ottobre. Con un comunicato, il club aveva condannato quei fatti, in quanto: “impediscono l’esercizio dei diritti civili, come la libertà di espressione o il diritto al voto, da parte dei cittadini”. Il club inoltre esprimeva il suo “pubblico sostegno a tutte le persone, entità e istituzioni che lavorano ogni giorno per garantire questi diritti”.

Ma torniamo a questa domenica. Il Lleida se l’è presa un po’ con tutti, anche con i rivali del Saguntino: secondo i padroni di casa, infatti, il club ospite si è presentato di proposito all’incontro solo con la prima maglia (rossa) che avrebbe confuso gli arbitri, facendo riferimento all’articolo 216 del regolamento generale della RFEF secondo cui tutte le squadre che giocano in trasferta devono obbligatoriamente avere a disposizione due tipi di divisa differenti.

Ovviamente, la delusione per non veder giocare i propri beniamini con la Senyera ha provocato una reazione polemica nei tifosi del club che hanno intonato cori indipendentisti e inneggiato al referendum al 17esimo minuto del primo tempo della gara con il Saguntino.

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Bonucci, in barba alla scaramanzia: ecco la maglia celebrativa di Cardiff

Scaramanzia? No, grazie. La Juventus dopo la vittoria della terza Coppa Italia di fila (record assoluto), è pronta al grande slam. Domenica i bianconeri avranno con il Crotone il secondo match point stagionale per cucirsi sul petto il sesto scudetto consecutivo che, per inciso, sancirebbe un altro record.

L’attesa più grande però è per la finalissima del 3 giugno, quando a Cardiff i bianconeri si giocheranno la Champions League contro il Real Madrid. Per l’occasione Leonardo Bonucci è diventato stilista per un giorno: il difensore ha infatti realizzato una t-shirt dedicata proprio alla finale europea. 

“Fino a Cardiff” si legge sulla maglietta ideata dal campione bianconero. Frase mutuata dal motto della Juve: “Fino alla fine”. Poi una sorta di serigrafia dello stesso Bonucci, raffigurato nella sua esultanza preferita, quella in cui fa il gesto di sciacquarsi la bocca. Questa speciale linea, “limited edition” è stata lanciata proprio da Bonucci su Instagram, insieme a un altro messaggio chiaro sulla sfida a Ronaldo e compagni: “Tutto è possibile, se ci credi”.

Milan, ritorno al passato con vista sul futuro

Il Milan cambia pelle. Inevitabile, vista la nuova era sotto la nuova guida di Yonghong Li. Un cambio che però non stravolge, anzi: si lega al passato. Dopo anni ricchi di tante ombre e poche luci, il Diavolo torna a vestirsi di rosso e nero. Come da tradizione.

Si torna a un rosso sgargiante, per lasciarsi alle spalle il nero delle ultime stagioni. La nuova maglia dei rossoneri, disegnata per il ventesimo anno da Adidas (con cui il Milan ha un contratto fino al 2023), farà il suo esordio domenica a San Siro in occasione dell’ultima gara casalinga della squadra di Montella. Gara decisiva per il ritorno in Europa dei rossoneri, dopo quattro anni. Un’eterntità per chi fino a qualche anno fa era abituato a dominare sui campi intercontinentali.

Se così fosse, il Milan non vorrà farsi trovare impreparato all’appuntamento:
il kit completo, anticipato da Footy Headlines, presenta, una maglia a strisce verticali uniformi rosse e nere, calzoncini e calzettoni bianchi. 

Conti, biondo per l’Europa

Biondo per l’Europa. Andrea Conti ha festeggiato con un nuovo look il suo ottavo gol stagionale contro il Milan, quello che ha permesso all’Atalanta di tornare in Europa dopo 26 anni. Il cambio d’acconciatura è stato sfoggiato dal terzino nerazzurro nel del “Two Men Show”, l’evento di beneficienza dedicato all’associazione Gli Insuperabili e organizzato dal Papu Gomez e Andrea Peragna.

A Sky, Conti ha svelato il motivo del suo nuovo colore: “Perché biondo? Perché avevo promesso che se l’Atalanta fosse andata in Europa mi sarei tinto i capelli. L’hanno promesso anche gli altri, vediamo se mantengono la parola. Gli 8 gol? Una cosa impensabile, ma sono veramente tanto felice per quello che abbiamo fatto quest’anno. Avevo fatto 7 gol nell’ultimo anno di Primavera, ma 8 non ci avrei mai pensato, nemmeno nei Pulcini”.

La scommessa legata al colore dei capelli non è l’unica fatta da Conti quest’anno. Tutte vinte, in particolare quelle fatte con il suo procuratore, Mario Giuffredi: “Mi ha detto che a 5 gol mi avrebbe dato il suo orologio, al settimo la macchina. E così è stato. Futuro? E’ ancora presto per parlarne: mancano 2 partite e ho anche un Europeo Under 21 da giocare. Mi fa piacere che tante squadre mi cerchino, ma a Bergamo sto benissimo, mi sento in famiglia qui”.

Giallo a Milanello, tolte le foto dei trionfi del passato?

Si è trattato di un errore. Subito dopo il fortunato esordio nel derby, il primo della nuova proprietà rossonera, dalle parti di Milanello erano iniziate a girare alcune strane voci. Secondo alcuni la nuova presidenza avrebbe fatto togliere dalle parenti del centro sportivo del Milan le foto dei trionfi dell’era Berlusconi.

Le foto effettivamente non c’erano più, ma non per volontà di Yonghong Li o dei suoi collaboratori. Si è trattato di un errore di uno degli inservienti della struttura: le foto, infatti, sono tornate già al loro posto.

Milan, la prima gara della nuova proprietà sarà in bianco

Cambia la proprietà e cambiano anche le tradizioni. La prima uscita del nuovo Milan di Yonghong Li nel derby di Milano sarà in bianco. Uno strappo cromatico che già mette un po’ di nostalgia ai tifosi, proprio perché avviene in un derby già “falsato” dall’orario (giocare alle 12.30 è un vantaggio per le televisioni asiatiche che potranno trasmettere le partite in prime time).

Una scelta che sicuramente farà discutere perché, da sempre e dovunque, nel derby si scende in campo per difendere i colori della propria squadra. Vero, all’andata c’era stata un po’ di confusione con i colori: Milan e Inter in questa stagione non hanno in comune solo classifica, obiettivi e da ieri anche i proprietari, ma casualmente hanno scelto entrambe delle divise tendenti al nero. Nel 2-2 dello scorso 20 novembre in molti avevano si erano lamentati per la poca chiarezza in campo: il troppo nero, sia sugli spalti di San Siro sia in televisione, non permetteva di capire al meglio le fasi di gioco della partita. 

L’ultima volta che i rossoneri hanno giocato con la seconda maglia in un derby, quella delle finali per intenderci, non portò fortuna: era il 13 aprile 1997 e l’Inter si impose per 3-1 con i gol di Djorkaeff, Zamorano e Ganz, mentre per il Milan segnò Roberto Baggio.

Mexes, che barba!

Arrivare al Milan può far perdere la testa a molti calciatori, ma a quanto pare anche lasciarlo fa più o meno lo stesso effetto. Un esempio è Philippe Mexes che proprio oggi compie 35 anni e, per l’occasione, l’ex Roma e Milan si è scattato un selfie con una discutibile barba rosa shocking. 

Gabigol, che tatuaggio!

Gigantesco e fatto in un’unica sessione. Gabigol ha sfruttato questi giorni di sosta per concedersi un regalo piuttosto ingombrante. L’attaccante dell’Inter si è fatto tatuare una specie di gigantografia sulla schiena da un tatuatore spagnolo.

Un disegno realizzato tutto d’un fiato, con il pazientissimo brasiliano che ha stretto i denti per quasi tutta la giornata. A cose fatte, ovviamente, la foto è finita su Instagram.

Juve, svelata anche la terza maglia: sará verde militare

È stata svelata la terza maglia della Juventus per la stagione 2017/2018: sarà verde militare. A svelarlo è il sito footyheadlines.com.

Adidas, sponsor tecnico del club, ha fatto riferimento a delle maglie utilizzate dai bianconeri tra il 1940 e il 1950. Anche qui, il nuovo logo sarà il punto di novità rispetto al passato. La doppia “J” sara bianca con la scritta Juventus posizionata sulla banda nera della striscia orizzontale bianconera posta sul petto.

Juve, ecco la nuova maglia

Nonostante la stagione sia entrata nel vivo, la Juventus progetta già la prossima stagione. Anche dal punto di vista del look. Il sito footyheadlines.com, esperto nel settore dell’abbigliamento sportivo, ha svelato come sarà la maglia di Higuain e compagni nel campionato 2017/18.

Lo stile non è molto diverso dall’attuale. Adidas, sponsor tecnico del club, ha scelto delle bande verticali strette, ben definite. Non ci sarà il colletto, ma un semplice bottincino da allacciare all’inizio del petto. La vera novità è rappresentato dal nuovo logo. La “J”, che tanto ha fatto discutere negli ultimi tempi, sostituirà definitivamente il vecchio logo. Sopra di essa le tre stelle, marchio di fabbrica della “vecchia signora”