Fekir, hai capito chi è il Papu Gomez?

Nel calcio, come in tutti gli sport, esiste il karma. Deve averlo imparato bene il capitano del Lione Nabil Fekir. La mezza punta francoalgerina si era presentato sfrontato e sicuro di sé, ai microfoni prima della sfida all’Atalanta di Gasperini. E quando un giornalista italiano gli ha chiesto del paragone con Gomez lui aveva avuto una reazione sorpresa e senza temere di essere impreparato: “Papu Gomez? Non so chi sia, personalmente non lo conosco. Se è bravo lo scoprirò domani”. 

Evidentemente, però, Fekir deve non dev’essere preparatissimo sui suoi avversari, come ad esempio il gol del Papu, segnato contro l’Everton nell’esordio in Europa League dell’Atalanta. La stessa partita che ha permesso giocatori del Lione di conoscere le qualità dei nerazzurri: “In effetti non sapevamo chi fosse l’Atalanta, ma guardando la partita con l’Everton abbiamo scoperto che è una buonissima squadra. Ma domani giochiamo in casa e vogliamo vincere”.

Dopo il pareggio della squadra di Gasperini, siglato proprio dal Papu Gomez al Parc Olympic Lyonnais, Fekir avrà imparato a non sottovalutare gli avversari europei. 

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Dedica confusa di Insigne: mostra la maglia di Zielinski al posto di quella di Milik

Curioso scambio di persona dopo il gol di Insigne in Napoli-Feyenoord: il fantasista del Napoli avrebbe voluto esultare mostrando la maglia di Arkadiusz Milik ma qualcosa è andato storto.

Al posto della maglia dell’attaccante operatosi proprio in questi giorni per un nuovo infortunio al legamento crociato, Insigne ha mostrato la maglia di Zienliski che però è sano come un pesce.

Se Milik si sarà fatto una bella risata davanti alla TV, Zielinski invece avrà fatto gli scongiuri…

Bonucci rossonero lancia il  tormentone: “Passiamo alle cose formali”, ecco com’è cambiata la musica a Casa Milan

Pamplona? Riccione? Mi fa volare o Despacito? Nessuno di questi. Il tormentone dell’estate milanista è “Passiamo alle cose formali”. Con buona pace di Rovazzi e Enrique Iglesias. È la frase di Marco Fassone il ritornello preferito dai tifosi rossoneri in questa incredibile sessione di calcio mercato. I dieci acquisti portati a termine in coppia con Mirabelli hanno fatto salire la temperatura, già elevata, a Casa Milan. L’arrivo di Leonardo Bonucci in rossonero ha fatto riscoprire ai tifosi milanisti delle emozioni che non si provavano da anni. Quelle del calciomercato. Parola quasi dimenticata nelle ultime stagioni della vecchia proprietà e quasi inutilizzata alla vigilia dell’interminabile closing. Ed ecco che per molti tifosi tornare ad aspettare sotto il sole cocente di luglio sembra il sogno di un pomeriggio di mezza estate. O la fine dell’incubo di un lustro decadente. Dipende dai punti di vista.

Sì, perché se il tormentone di questa ricca estate rossonera è il “passiamo alle cose formali” di Fassone, non si possono dimenticare gli epici tormentoni del suo storico predecessore: l’ex Ad, tornato da pochi mesi geometra, dottor Adriano Galliani. Sotto la sua regia se ne sono viste di tutti i colori e chissà quante sono rimaste segrete. Ritornelli che si sono infilati nelle orecchie dei milanisti per mesi e rilanciati di sessione in sessione.

A pochi minuti dall’approdo in rossonero di Bonucci sembra passata un’eternità, ma in realtà stiamo parlando di appena un anno fa. Come dimenticare tra i tormentoni del recente mercato milanista i vari “se non parte nessuno, non arriva nessuno” o “siamo a posto così”. Magari dopo aver acquistato gente del calibro di Constant, Taiwo o Vangioni. 

Una delle più belle storie in tal senso è quella legata ad Aly Cissokho. Estate 2009. Sembra tutto fatto per il passaggio del terzino del Porto a Milanello: 15 milioni l’offerta del club rossonero per il giocatore che arriva in città per sostenere le visite mediche prima di firmare. Una firma che non arrivò mai per un misterioso problema ai denti, riscontrato solo dallo staff medico. In realtà, dietro quella vicenda c’era stato un tentativo da parte del Milan di voler cambiare l’accordo con la squadra di Cissokho. Fatto sta che nessuno ha saputo più niente di quale fosse il problema del povero Cissokho: se una carie, un ascesso o un ponte saltato. 


Da lì in poi è stata un’escalation di imbarazzanti uscite da parte dell’ormai ex Ad. Forse anche nel tentativo disperato di salvare la baracca che gli stava sfuggendo dalle mani. Come farebbe un innamorato di fronte all’evidenza di una storia ormai finita. Ed ecco che l’arrivo con un jet privato per niente di meno che José Sosa e lo sgarbo al Cagliari per prendere Mati Fernández alla fine della scorsa estate sono stati solo gli ultimi sussulti di quello che per anni è stato considerato il Re del mercato. Arrivato a fine carriera come un condor spennato, senza più fame e voglia di volare.

E se fino ad aprile, ad una settimana dal closing, il tormentone era “i cinesi non esitono”, adesso le cose sono leggermente cambiate. D’altronde si sa ci sono tormentoni che durano di più, altri che durano di meno. E infatti già da un paio di settimane c’è un nuovo tormentone, “passiamo alle cose formali”, la frase che l’Ad Fassone pronuncia prima della firma di ogni nuovo acquisto. E c’è anche chi ovviamente si è fatto prendere la mano realizzandone improbabili remix diventati in poco tempo virali. Fatto sta che nel giro di pochi mesi, al Milan la musica è cambiata e “passiamo alle cose formali” resterà nella speciale hit parade rossonera ancora per un po’.

Ecco perché gli juventini avranno un motivo in più per odiare “Despacito”

In molti già non la sopportano più, ma potrebbe essere un vero è proprio spauracchio per i tifosi della Juventus. Stiamo parlando ovviamente di Despacito, la canzone di Luis Fonsi con Daddy Yankee tormentone dell’estate 2017 che ha collezionato qualcosa come 1,7 miliardi (miliardi!) di visualizzazioni su YouTube. Bene, ma che c’entra con la Juve? C’entra, perché dopo la sconfitta in finale di Champions League con il Real Madrid, Despacito è diventata, oltre che il motivetto delle spiagge, la canzone dello sfottò dei tifosi di mezza Italia.

Vuoi per il suo ritornello orecchiabile, molto simile all’italiano, vuoi perché tutti ormai la conoscono, fatto sta che Despacito è diventato il nuovo inno della sfortunata serata di Cardiff. 

La prima parodia è “Sei sparito”, in riferimento ai molti tifosi juventini rimasti in silenzio sui social dopo il poker di Cristiano Ronaldo e compagno rifilato alla squadra di Allegri. Il video è stato realizzato dal duo comico Marco e Fabiano.

L’altra versione-sfottò è realizzata da Mario Ferri, il “Falco”. Vi dice qualcosa questo nome? Si tratta di uno dei più famosi “invasori di campo” d’Italia. Per capirci: quello che aveva la maglia di Superman con la scritta “Cassano in nazionale”. Le sue invasioni gli hanno creato diversi problemi:  in occasione dei mondiali in Sudafrica, aveva fatto una delle sue incursioni durante la semifinale mondiale tra Germania e Spagna. Tentativo replicato nel 2014 durante la sfida di Coppa del Mondo Belgio-Stati Uniti. In diversi casi è stato arrestato. Celebre il suo tentativo di fuga dagli Emirati Arabi Uniti, nel dicembre 2010, quando si imbarcò clandestinamente su una nave da crociera, mentre era in attesa di giudizio in seguito all’irruzione in campo durante Inter-Mazembe ad Abu Dhabi: fu scoperto e bloccato dalla polizia. Forse anche per questo si e reinventato cantautore:

Tuttavia, c’è anche chi ha provato a usare Despacito per sostenere Higuain e i suoi alla vigilia della sfida con il Real. Questo tifoso del Barcellona ha fatto di tutto pur di appoggiare i bianconeri e impedire agli odiati rivali del Real di conquistare un’altra Champions League. Forse però anche lui ha scelto la canzone sbagliata…

Razzi vuole Totti al Pescara: “Gli pagherei io lo stipendio”

Ve lo immaginate Totti con un’altra maglia, diversa da quella della Roma? Probabilmente no. Eppure, nonostante l’intenso addio ai colori giallorossi di domenica scorsa, all’ormai ex capitano non mancano le offerte. L’ultima, decisamente bizzarra. Gliel’ha fatta il senatore di Forza Italia Antonio Razzi che, intervistato da radio Cusano Campus, ha raccontato di essersi commosso nel vedere il saluto dell’ex capitano giallorosso ai tifosi. 

La proposta di Razzi a Totti è quella di andare a giocare nel ‘suo’ Abruzzo, con la maglia del Pescara. Nel corso dell’intervista al programma Ecg di Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, Razzi ha raccontato di aver passato la serata di domenica davanti al televisore, guardando la festa allo stadio Olimpico per l’ultima partita di Totti: “Mi sono commosso vedendolo. Anche se non sono della Roma – ha detto – adoro Totti, la Capitale, adoro sia la Lazio che la Roma”. E, con uno dei suoi celebri strafalcioni linguistici, ha invitato l’ex capitano della Roma in Abruzzo: “Totti deve continuare a giocare almeno altri due anni, deve venire al Pescara, sarebbe una stella assoluta, gli pagherei io lo stipendio se verrebbe (…) a giocare a Pescara. Lo stadio Adriatico si riempirebbe a ogni partita, perché Totti è Totti e non ritornerà un Totti. Sono sicuro che lui ancora cinque anni se li farebbe alla grande, perché ha il fisico per continuare a giocare”.

Ivanka Trump vede Chinaglia e chiede: “Che Santo è?”

Vi immaginate Ivanka Trump nuova madrina della Lazio? Impensabile, vero, ma  potrebbe accadere. Soprattutto dopo la gaffe fatta dalla figlia del Presidente degli Stati Uniti ieri sera in un ristorante di Roma.

Secondo quanto riporta l’Ansa, vedendo una foto dell’ex attaccante biancoeleste Giorgio Chinaglia, Ivanka ha chiesto ai gestori del locale di che Santo si trattasse. A tradire la figlia del presidente americano è stata la posa di Long John, con le braccia aperte e lo sguardo rivolto al cielo, e la vicinanza con un ritratto di Padre Pio.

Il nuovo Cetto La Qualunque è di Piacenza: “Se mi votate compro Cristiano Ronaldo”

Chissà se dopo la finale di Champions contro la Juventus ci farà davvero un pensierino. Cristiano Ronaldo sarà il nuovo attaccante del Piacenza? Probabilmente no, ma è questa la promessa elettorale di Stefano Torre, visionario candidato Sindaco di Piacenza alle prossime elezioni dell’11 Giugno. Torre ha annunciato ai suoi concittadini di aver ricevuto, niente di meno che dallo stesso Ronaldo, la promessa di andare a Piacenza in caso di una sua elezione a promo cittadino. “Ronaldo ha sciolto le riserve dopo aver saputo che Bill Gates entrerà nella compagine societaria del Piacenza (anche Bill Gates, amico di Torre, ha promesso di intervenire a favore dei Biancorossi) e, soprattutto, che la Tour Eiffel sarà spostata in città”. Secondo quanto riportano diversi siti locali piacentini l'”Unica riserva posta dal fuoriclasse portoghese ha riguardato la effettiva consistenza tecnica della squadra che il Piacenza si appresta ad allestire e che comprenderà anche Messi, Donnarumma, Domenghini, Cera e Martiradonna! Il tutto con l’obiettivo dichiarato di vincere scudetto e champions league subito. Già si stanno tessendo trattative per far giocare in A il Piacenza dal prossimo anno, e soprattutto per dargli una wild card che gli consentirebbe di partecipare alla prossima coppa dei campioni”. Inoltre: “Ronaldo sarà Capitano, ed afferma che: Estou aqui para apoiar meu amigo Stefano Torre, que quer ser prefeito de Piacenza. Quando ele ganhar, eu aceito de assinar o contrato com o Piacenza futebol e eu vou levá-lo para ganhar o “scudetto” e a copa dos campeões”.

Quella di Ronaldo non è l’unica bizzarra promessa elettorale di Stefano Torre. Nel suo programma infatti figurano un vulcano artificiale per attrarre turisti e ottenere contributi in caso di eruzione, un gran premio di Formula 1 tra le vie della città e il “prestito” della torre Eiffel. E no, non è una fake news.

Tifosi della Juve “rubano” il pullman del Perugia calcio per il derby

Un curioso “furto” di pullman si è verificato questa mattina a Perugia. In realtà, come si può capire dalle virgolette, si tratta di un disguido tra la società umbra e l’azienda proprietaria del mezzo. L’autobus ufficiale del club umbro, infatti, era stato noleggiato a un club di tifosi della Juventus per dirigersi a Torino in vista del derby della Mole.
Il tutto all’oscuro del Perugia stesso, visto che la colpa è dell’autonoleggio (azienda proprietaria della vettura), tanto che la società biancorossa ha dovuto emettere un comunicato per chiarire: “L’AC Perugia Calcio comunica di essere totalmente all’oscuro del noleggio avvenuto in data odierna del pullman ufficiale della prima squadra da parte della azienda Autonoleggi Bevilacqua ad un gruppo di persone recatesi a Torino per assistere ad una gara di calcio”.
Nella nota, anche le scuse dell’autonoleggio: “La Autonoleggi Bevilacqua, azienda proprietaria del pullman ufficiale della prima squadra, affianco del club biancorosso ormai da anni e suo primo tifoso, avendo contribuito durante la stagione calcistica a molteplici attività di solidarietà nei confronti dei territori colpiti dal terremoto, intende scusarsi di cuore con tutti i tifosi biancorossi per l’inappropriato utilizzo del mezzo. Autonoleggi Bevilacqua, sinceramente costernato per l’accaduto tiene a precisare che l’episodio non si ripeterà mai più”.

Berlusconi, in attesa del closing una spremuta da McDonald’s

Avreste mai pensato di incontrare Silvio Berlusconi in un McDonald’s? Beh, se state pensando di no vi sbagliate. L’ex presidente del Consiglio è stato riconosciuto e fotografato seduto ai tavolini del McDonald’s di Segrate, all’uscita di Milano 2. 

Lo scatto, di domenica pomeriggio, ha già fatto il giro del web, grazie alla pubblicazione sulla pagina Facebook di “Calciatori brutti”. In molti hanno ironizzato che vedere l’ex Cavaliere nel più famoso dei fast food fosse il segnale definitivo del mancato closing del Milan. 

Molto più semplicemente Berlusconi ha deciso di fermarsi al McDonald’s, pare per una spremuta, attirando la curiosità dei presenti. “E’ stato molto gentile e ha salutato tutti”, raccontano. 

Mertens non sei il primo, l’esultanza del “cane” si faceva già nel 1994

Ha fatto discutere e allo stesso tempo sorridere l’esultanza di Dries Mertens dopo il suo gol realizzato contro la Roma. Chi pensava fosse un gesto irrisorio però si sbagliava, appena dopo la partita il giocatore ha spiegato di voler fare una dedica ai tre canili napoletani che supporta insieme alla sua compagna e dal quale ha adottato un meticcio. Continua a leggere “Mertens non sei il primo, l’esultanza del “cane” si faceva già nel 1994″